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Vivere e investire in Tunisia? In un paese arabo e islamico? La Tunisia é un paese moderato e stabile Dall’indipendenza del paese, 25 luglio 1957 la Tunisia si trasforma a vista d’occhio. Economicamente si è concluso un anno positivo per la Tunisia e il 2007 dovrebbe confermare un trend vantaggioso per i settori trainanti dell'economia. In prima fila il turismo (seconda fonte di valuta estera per il Paese dopo le rimesse degli emigranti) e l'agricoltura, ma anche il settore minerario, soprattutto per la vendita di fosfati dei quali la Tunisia è il sesto produttore mondiale. Secondo una stima dell’ABI, oltre 500 milioni di euro sono a disposizione delle imprese della Penisola che investiranno in Tunisia. É il plafond giá stanziato dalle banche italiane. L'Italia é per gli imprenditori tunisini un importante ponte sul Mediterraneo e una porta ideale per accedere all'Unione Europea. Oltre 2700 società estere hanno giá scelto la Tunisia e il numero di continua a crescere di anno in anno. Diversi grandi gruppi hanno allargato la loro presenza e hanno moltiplicato le loro unità di produzione nel corso degli ultimi cinque anni. Ma anche per i piccoli imprenditori e i professionisti ci sono opportunitá da non perdere grazie alla posizione geografica ed agli incentivi fiscali.
La Repubblica Tunisina (in arabo الجمهورية التونسية), o Tunisia, è uno Stato del Nordafrica bagnato dal Mar mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. La maggior parte della popolazione parla arabo e pratica la religione musulmana. Molto parlato è anche il francese, soprattutto nelle città; in alcune località del sud e dell'isola di Djerba è ancora parlato il berbero. La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell'Atlante. È anche uno degli Stati del Maghreb, come la Mauritania, il Marocco, l'Algeria e la Libia.
Per l'economia si è concluso un anno positivo per la Tunisia e il 2007 dovrebbe confermare un trend vantaggioso per i settori trainanti dell'economia. In prima fila il turismo (seconda fonte di valuta estera per il Paese dopo le rimesse degli emigranti) e l'agricoltura, ma anche il settore minerario, soprattutto per la vendita di fosfati dei quali la Tunisia è il sesto produttore mondiale. Nonostante un rallentamento globale della crescita economica, il Pil lo scorso anno ha fatto segnare un 5,2% e dovrebbe arrivare al 5,5% grazie ai forti investimenti statali e alla crescita dei consumi interni.
Il presidente Zin el Abdin Ben Alì guida il Raggruppamento Costituzionale Democratico e il Paese sin dal 1989, facendone uno Stato autocratico monopartitico, nel quale il sistema giudiziario segue il diritto francese e la sharia, ma dove è vietata la costituzione di partiti religiosi, quindi quelli islamici sono fuori legge. Una gestione laica, che ha permesso di sfruttare le potenzialità di importanti accordi di cooperazione economica sia con l'Unione Europea, specialmente la Francia, sia con gli Stati Uniti, per traghettare il Paese verso un'economia di mercato. Recentemente, gli Stati Uniti hanno incluso la Tunisia nel progetto della MEFTA.
Il turismo è il settore trainante della Tunisia. Le esportazioni di petrolio non superano il 25%, altre esportazioni riguardano i tessuti, i prodotti chimici e i fertilizzanti. I principali scambi commerciali avvengono con Italia, Germania, Stati Uniti e Francia, mentre l’agricoltura sfrutta circa il 50% del territorio con coltivazioni di mais, frumento, avena, datteri, olive ed arance ( ma il 40% dei prodotti alimentari deve essere importato). Per quanto riguarda le estrazioni minerarie, la Tunisia è il sesto produttore al mondo di fosfati, mentre la pesca è un settore in costante sviluppo e riguarda prevalentemente tonni e sardine con un pescato annuo sulle 95.000 tonnellate.
La privatizzazione ha interessato 194 imprese pubbliche alla fine del 2005. L’investimento estero ha contribuito di circa il 74,2% dei prodotti di cessione. Il programma 2006 in corso riguarda diverse imprese in diversi settori.
Importanti progetti di concessione sono programmati nel campo dell’energia, dell’ambiente e delle infrastrutture portuali e aeroportuali.
Più di 3100 società sono impegnate nel programma nazionale di «mise a niveau». Diverse imprese si sono associate con partner esteri per disporre dell’abilità e per integrarsi nelle loro reti di commercializzazione.
La Tunisia dispone di 124 zone industriali sparse su tutto il territorio totalizzando una superficie di 3350 ettari, attrezzate con numerose comodità. Solo nell’ultimo quinquennio é stato sviluppato un programma di 18 zone di cui 11 zone costiere et 7 zone interne che coprono 642 ettari.
Il parco tecnologico delle telecomunicazioni di Tunisi è uno dei più importanti parchi del continente africano. .. Sei altri parchi tecnologici che coprono i settori dell’agroalimentare, del tessile, dell’informatica, della meccanica e dell’elettronica, dell’industria farmaceutica e dell’ambiente sono in fase di realizzazione nelle differenti regioni del paese si aggiungeranno al parco tecnologico delle telecomunicazioni di Tunisi.
Le procedure di insediamento sono espletate da uno sportello unico che raggruppa tutte le amministrazioni riguardanti uno stesso spazio, l’Agenzia di Promozione dell’Industria, API sia a Tunisi che a Sousse e Sfax, il cui sito in italiano é www.tunisieindustrie.nat.tn/it/home.asp
Il codice d’incentivazione agli investimenti offre numerosi vantaggi circa le esonerazioni fiscali, i premi agli investimenti e le prese in carico dallo Stato di alcune dispense per promuovere l’esportazione, lo sviluppo regionale e agricolo, la protezione dell’ambiente, la promozione della tecnologia…
Secondo una stima dell’ABI, oltre 500 milioni di euro sono a disposizione delle imprese della Penisola che investiranno in Tunisia. É il plafond giá stanziato dalle banche italiane. La stima é stata presentata durante il Forum economico di Tunisi. Del plafond complessivo fino ad oggi é stato utilizzato il 35%, pari a circa 177 milioni. L'Italia é per gli imprenditori tunisini un importante ponte sul Mediterraneo e una porta ideale per accedere all'Unione Europea.
Oltre 2700 società estere hanno giá scelto la Tunisia
Il numero di estensione continua a crescere da un anno all’altro. Diversi grandi gruppi hanno allargato la loro presenza e hanno moltiplicato le loro unità di produzione nel corso degli ultimi cinque anni.
Fonte: Vivere e investire in Tunisia
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