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Italiano e bianco? Pollo da spennare! PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Cocozza   
mercoledì 01 agosto 2007

silvano_scassedduItaliano e bianco? Pollo da spennare! In certi Paesi gli italiani sono visti come carne da macello e la Farnesina sta a guardare.

Di Massimiliano Cocozza 

Attenzione ad investire in alcuni paesi, gli italiani sono sempre più carne da macello. La cronaca degli ultimi giorni riporta l’arresto di un produttore cinematografico e di un mago degli effetti speciali in Kenya per detenzione di armi sul set di un film a Malindi. Ovviamente le armi erano finte!

francesco_papaLe autorità prima incassano la cauzione e poi con uno strattagemma li arrestano lo stesso. Il caso che sta facendo scalpore sulla stampa italiana riguarda Francesco Papa, già collaboratore di Franco Zeffirelli e Franco Nero, e Silvano Scasseddu, collaboratore di registi importanti primo fra tutti Martin Scorsese. I due sono stati accusati ed arrestati dalla polizia Keniota su ordine del magistrato per detenzione illegale di armi giocattolo in plastica. Avete capito bene armi giocattolo,  tra l’altro regolarmente denunciate all’entrata nel paese africano. L’accusa è pesante e rischiano una pena fra i 7 ed i 15 anni. I fatti sono sconcertanti. La troupe è arrivata in Kenya il 23 di giugno del 2007 per girare un film poliziesco dal titolo “Play Hard” prodotto dalla Dania Film e diretto da Michele Massimo Tarantini, noto per molti titoli polizieschi degli anni ’70. Intanto erano arrivate in Kenya le armi vere, modificate per sparare a salve, con regolari permessi, e quelle finte in plastica, senza permessi, insieme a tutto il materiale per girare il film in questione. La società incaricata di sdoganare detto materiale Swiftlink Fraight Service ha avuto problemi in dogana per le armi in plastica, come se in Kenya non importassero giocattoli per bambini, perché di questo si trattava. Dopo una lunga titubanza e trattativa le armi giocattolo passano. Il 24 di Giugno iniziano le riprese. Il 29 di giugno vengono portate sul set le armi vere, modificate, a cura del dipartimento di polizia che le aveva in consegna e la stessa polizia prende in consegna anche le armi giocattolo che la sera vengono riportate in caserma per la custodia legale. Il 6 di luglio la stessa polizia si presenta in albergo, dove alloggia la troupe, con un mandato di arresto per i due italiani, Papa e Scasseddu, che sono rispettivamente il produttore esecutivo e l’incaricato degli effetti speciali. Vengono mossi i legali ed i due sono scarcerati dopo il versamento di una salata cauzione.

scasseddu_papa

 L’11 di luglio ecco gli agenti tornare sul set per la restituzione dei passaporti e della cauzione ed annunciano il proscioglimento dai reati contestati, nonché il permesso di utilizzare anche le armi giocattolo, ma non finisce qui. Il 18 di luglio Papa e Scasseddu vengono condotti nuovamente in caserma con il pretesto che il comandante si vuole scusare, ma invece vengono trattenuti, arrestati e processati per direttissima. Ai due viene caldamente consigliato di dichiararsi colpevoli, poiché possono essere, così dicono i consiglieri, solo multati, ma questa volta i cineasti non si fidano e si dichiarano innocenti, per loro quindi si spalancano le porte delle carceri keniote. Passaporti sequestrati, film interotto e troupe fuggita in Italia, la prossima udienza è fissata per il 17 di settembre. E L’ambasciata? E la Farnesina? Nessuna nota ufficiale e nessuna presa di posizione.kenya_police300No, non è uno scherzo. E lo sanno bene anche i due coniugi che nelle carceri del Kenya hanno passato 19 mesi in cella, mangiando cibo arricchito da ributtanti vermi locali, accusati di traffico internazionale di cocaina. I due coniugi sono stati infine scagionati e liberati, ma hanno rischiato la morte. Si è scoperto che qualcuno voleva impossessarsi delle loro proprietà, ma questo solo dopo 19 mesi di carcere durissimo e senza risarcimento alcuno. E il nostro ministero degli esteri dov’era? Quelli che dovrebbero difendere i cittadini italiani all’estero tramite l’ambasciata erano alla finestra ed hanno fatto poco o niente. Non è tutto perché ci sono anche 6 italiani in isolamento da più di un anno e mezzo in Brasile, arrestati e condannati a 57 anni di carcere per sfruttamento della prostituzione fra gli altri reati. Eppure questi ultimi avevano acquistato un locale notturno con tutte le licenze che era già funzionante da oltre cinque anni. Tutti sanno che i locali notturni in Brasile sono “luoghi di incontro” con le bellezze locali, ma se a gestirli sono degli italiani evidentemente la cosa non è accettabile. E il nostro ministero della Farnesina non sembra preoccupato, nemmeno un comunicato ufficiale, un tentativo, niente di niente. Forse al nostro governo non piace che uno gestisca il proprio danaro in terra straniera e per questo non interviene? Le nostre sono solo ipotesi, ma viene da domandarsi chi ci protegge e protegge i nostri soldi all’estero e la nostra icolumità se lo stato con tutto quello che ci costa non ci assiste?E poi c’è da domandarsi se la legge anche in casa nostra sia davvero uguale per tutti visto che i clienti delle prostitute spesso in Italia subiscono multe salate, mentre il recente caso del deputato Cosimo Mele dimostra che un deputato le prostitute non solo le può frequentare indenne, ma persino rifiutarsi di dimettersi da deputato, quando scoperto e denunciato, visto che i soldi che vengono tanto generosamente distribuiti in cambio di favori sessuali sono pagati dal cittadino e, ultima delle beffe, chiede pure un aumento di stipendio perché si sente solo.Sembra la sceneggiatura diun film di cattivo gusto, ma è tutto tragicomicamente vero.Se sei italiano e bianco ti vedono così: come un pollo da spennare e da cucinare a fuoco lento e magari per invitare a cena qualche insigne rappresentante diplomatico.

Ultimo aggiornamento ( sabato 18 agosto 2007 )
 
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