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Investire nelle Filippine
di Kuya Paolo
Le Filippine con le sue 7107 isole sono un vero paradiso. Posseggono 36.000 km di coste, composte perlopiù da spiagge bianche tropicali. È un Paese turisticamente in grande sviluppo che offre ancora oggi grandi opportunità d”investimento. Le cattive notizie che giungono da questo Paese (guerriglia e terrorismo) riguardano esclusivamente una zona ben precisa situata nelle isole dell”estremo sud {MIndanao e Basilan}, unica area da evitare veramente per motivi di sicurezza, mentre tutto il resto del territorio è tranquillo, pacifico e sicuro più di qualsiasi paese centro o sud americano e anche di molti paesi europei {non lo dico io ma le statistiche}. Il Paese ha sofferto assai poco della crisi economica internazionale. Attutita meglio che negli altri Paesi del continente asiatico, non ha finora inciso per nulla nell” occupazione e nella quotidianità dei filippini. Tasse molto molto basse, agevolazioni per investimenti stranieri, costo della vita tra i più bassi al mondo, qualità della vita superiore a molte nazioni considerate ricche, basso costo e buona qualità della manodopera locale, sono solo alcune delle spinte ad investire in questa Repubblica del Pacifico.
“Il popolo filippino è certamente un concentrato di passionalità, di contraddizioni, a volte di litigiosità”, dice Farhad Vladi, un canadese di origine tedesca, di professione venditore di isole, mentre sorseggia la sua birra nella Bamboo Room del Manila Hotel. L”albergo non ha perso nulla dei fasti degli anni Sessanta e Settanta quando era affollato di marines e piloti americani. Vladi sospira: “Bisogna prenderli come vengono, specialmente se si vogliono concludere affari. Io sono qui per questo. Vendere isole è un buon mestiere, ma qui, in quest”Asia ammaliata dagli influssi latini, ci si scontra con improvvise rigidità alternate a slanci liberistici, e sempre frenati da stanchezze burocratiche. Un esempio: le Filippine hanno promesso di togliere il veto di commerciabilità a una cinquantina di isolotti. Sì, ma ancora non ho visto nulla. Per ora tratto Balaki, un posto incantevole di circa tre ettari, poco distante da Manila, che va via per novecentomila dollari. Uno scherzo”. Vladi spiega che la sua attività quasi trentennale l”ha portato a raggiungere un fatturato annuo di oltre quaranta milioni di dollari. “Ma non è vero che la mia clientela sia costituita soltanto da miliardari. Il mio motto è: se puoi comprarti un”automobile puoi comprarti un”isola”.
La tranquillità ed allegria del popolo filippino, il tasso di criminalità bassissimo, prezzi delle proprietà assolutamente più bassi di qualsiasi Paese dei tropici. Potremmo andare avanti a lungo. Unico Paese a maggioranza cattolica di tutta l”Asia, popolazione con più similitudini a noi dell”intero continente, stabilità politica anche per gli stretti rapporti che intercorrono con gli Usa. Le Filippine sono appena uscite dalla lista nera dei paradisi fiscali e questo è per molti versi un bene perchè permette di importarvi capitali senza suscitare dubbi di sorta, con trasparenza e senza rischi. I filippini sono molto cordiali ed ospitali con gli stranieri, fino quasi all”imbarazzo e sono il popolo con la maggior padronanza della lingua inglese di tutta l”Asia. Riguardo al turismo, settore in continuo sviluppo, le Filippine hanno avuto nei primi 6 mesi del 2009, un aumento di presenze del 16%. La critica situazione politica tailandese potrebbe inoltre, nell”immediato futuro, far aumentare ancora questo dato già ben più che positivo. Geograficamente la Repubblica delle Filippine si trova ad un ora di aereo da Hong Kong , Macao, Taiwan e Micronesia, poco più di 2 ore da Singapore, Bangkok, Kuala Lampur, 3 ore da Shangai e dal Giappone meridionale. Quindi oltre ad essere un luogo meraviglioso è anche posto in posizione geografica, politica ed economica strategica in previsione futura, visto che quest” area sarà, se già non lo è, il vero centro del mondo.
Ci sono una settantina di gruppi etnici in queste isole, ognuno con la propria cultura, religione e, naturalmente, lingua: “Ma”, spiega Jules Archer, un vecchio giornalista americano sbarcato in questo arcipelago nel “45 con Mac Arthur, precisamente nell”isola di Mindoro “la società filippina è tuttora stratificata in quattro gruppi ben definiti. Al primo posto ci sono i “peninsulares” di origini spagnole, spesso nati in Europa. Poi gli “insulares”, europei nati qui. I meticci, frutto di matrimoni misti tra europei e filippini. Infine gli indios, discendenti dei primi uomini che abitarono le isole nella preistoria”.
Per ulteriori informazioni, notizie e foto: www.spiaggefilippine.com
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