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INCHIESTA MINISTERO ESTERI 2:
Otto bidoni di prodotti chimici per produrre Crack in un container del MAE?
di Giovanni Caporaso
Il 24 aprile si é svolta a Roma l'udienza preliminare del processo contro Alfonso Giordano, un funzionario del MAE a cui sono stati inviati 8 bidoni di ammoniaca quando era in servizio presso l'Ambasciata d'Italia a San Salvador. É stato rinviato a giudizio insieme alla ditta di trasporti Cittadini Spa per truffa ai danni dello stato per aver usato abusivamente il trasporto pagato dai contribuenti. Il Ministero degli Esteri non si é costituito come parte civile e la faccenda degli otto bidoni di ammoniaca é stata insabbiata per l'ennesima volta. Il processo é stato fissato per il 18 dicembre 2007, ma dalle premesse non si arriverá anulla. C' erano o no gli 8 bidoni di ammoniaca nel container del MAE e chi ce li ha messi e perché? L'ammoniaca é utilizzata per la lavorazione della cocaina, che nella sua forma solubile è una polvere bianca, da iniettare o sniffare, ma può presentarsi anche sotto forma di crack, prodotto aggiungendo ammoniaca e cristallizzando. Le pietre così ottenute non sono più solubili e vengono fumate (se ne respirano i vapori ottenuti dall'esposizione a una fonte di calore), esplicando comunque un effetto molto rapido e intenso sull’organismo, paragonabile a quello dell’iniezione endovenosa. Investire nel Mondo ha ricostruito questa strana storia, mal raccontata, che fa acqua da tutte le parti.
Nella nota della Segreteria di Stato del Salvador (Ministero degli Esteri salvadoregno) Nº 04/04 diretta all'Ambasciatore italiano Roberto Falaschi, il Direttore Generale del Protocollo segnala che ha ricevuto ripetute segnalazioni dal vice direttore della Dogana che a seguito di indagini sulla società Mudanzas Internacionales S.A., appaiono 428 colli a nome del signor Saverio Rosini, addetto commerciale dell'Ambasciata d'Italia, di questi, 46 colli sono stati consegnati al signor Alfonso Giordano, anche lui funzionario della stessa ambasciata. In altra occasione sarebbe successa la stessa cosa con altri 39 colli "fuori dichiarazione", appartenenti al signor Francesco Pinna, anche egli funzionario dell'Ambasciata e anche questi consegnati a Giordano. La Segreteria di Stato richiede al nostro ambasciatore di richiamare Giordano e gli altri funzionari, definendo il loro comportamento come "non consono" a dei funzionari diplomatici.
Ora quello che si chiedono i normali cittadini é: cosa c'era nei 428 colli? E come mai Alfonso Giordano ha ricevuto 46 colli prima e 39 dopo, fuori franchigia? Quanti altri colli hanno introdotto nel territorio del Salvador? Ma principalmente: cosa c'è in quei colli che la dogana non ha potuto o non ha voluto ispezionare?
Il contenuto, secondo lo stesso Ambasciatore Falaschi, sono 8 bidoni di ammoniaca. Secondo Giordano la storia é differente: hanno cercato d'incastrarlo perché scomodo. Ma scomodo a chi?
I legali del signor Giordano segnalano in un memoriale inviato ad Investire nel Mondo: “Nell'ambito degli avvicendamenti del 2004 venivano assegnati alla sede di San Salvador due nuovi funzionari, il Dr. Saverio Rosini e il signor Francesco Pinna ed entrambi consultavano spontaneamente il signor Giordano per offrirgli il favore, nei limiti della disponibilità di spazio e di peso concesso a ciascuno, di trasportare anche dei suoi colli. Si tratta di una prassi al quanto generalizzata tra i funzionari del MAE, seppure scorretta, perché vietata. Inspiegabilmente però, al momento dell'arrivo dei containers a San Salvador, sia il Dr. Saverio Rosini che il signor Francesco Pinna rifiutavano di ritirare i colli e denunciavano la circostanza al Capo Missione”.
Sarebbe però interessante controllare le date e vedere se il rifiuto é avvenuto dopo un'ispezione doganale delle autorità salvadoregne.
Il 20 settembre 2004 Giordano riceve una nota che gli comunica un'ordine di rientro in sede. La cosa strana é però che la Segreteria di Stato del Salvador gli rinnova il visto diplomatico fino al 7 agosto 2005, quindi Giordano non é “non gradito”. Alle proteste del Giordano l'Ambasciatore risponde con nota Protocollo N. 587: “Nelle masserizie del signor Francesco Pinna figurano numerosi colli di uso corrente quali ammoniaca (otto cartoni!), detersivi e quant'altro di quelli nella spedizione del Dott. Rossini. Appare scarsamente credibile che la ditta italiana Cittadini Spa introduca, in atteggiamento filantropico e ad insaputa del destinatario, degli articoli che presumibilmente qualcuno avrà pur dovuto comprare ed in esenzione Iva” e continua, “Mi vedo nuovamente costretto a ribadire un giudizio negativo sul Suo atteggiamento caratterizzato dalla recidività del Suo riprovevole comportamento che prova in quanto eccessiva coincidenza con altro caso la certezza del suo coinvolgimento insieme a Cittadini Spa, che si é prestata a Sua richiesta ad inviarle con spedizione destinata anche questa volta ad altra persona, merci di Sua proprietà Di conseguenza, visto l'ulteriore coinvolgimento di queste Autorità anche in merito a tale ultimo episodio che ha arrecato altro discredito a questa Ambasciata ed a tutto il personale qui in servizio, oltre che ovviamente al nome dell'Italia che siamo qui per rappresentarla degnamente, sono costretto dal Suo scorretto comportamento accompagnato da una continua inosservanza delle regole minime del rispetto cui deve ispirarsi la condotta di un dipendente della Pubblica Amministrazione all'estero e dalla superficialità e noncuranza sostenuta, quest'ultima, da ripetute affermazioni di “intoccabilità” in quanto appartenente ad una non meglio specificata “categoria protetta” del Ministero degli Esteri. Tanto le censure a Lei e al contrattista Dario Terzi sono già state messe agli atti.”. L'ambasciatore Roberto Falaschi chiude la nota richiedendo di provvedere ad “inviare il tutto al Ministero degli Esteri invitandolo a ravvisare l'opportunità di un maggior e più consistente ed efficace provvedimento disciplinare a me purtroppo non consentito dalla normativa.”.
Quello che non si capisce é come mai nessuno abbia chiesto ad Alfonso Giordano cosa ci avrebbe fatto con gli 8 cartoni o bidoni di ammoniaca.... Non penso che il signor Ambasciatore si riferisse alla violazione di una circolare quando si é riferito all' ”episodio che ha arrecato altro discredito a questa Ambasciata”.
Alle nostre richieste di chiarimenti il MAE ha risposto con questa nota:
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Servizio Stampa e Informazione
Ufficio Relazioni col Pubblico
Prot. 134/3691
POS: 743/07 Red. MG
Roma, 5 Aprile 2007
Gentile Signor Caporaso ,
con riferimento alla Sua comunicazione del 3 aprile scorso, desidero assicurarle di aver trasmesso la Sua richiesta all’Ambasciata d’Italia a San Salvador nonché ai competenti uffici di questo Ministero.
Cordialmente
Il Capo dell’Ufficio
Cons. Leg. Marco Villani
Di risposte reali però non ne abbiamo ricevute!
Investire nel Mondo é riuscito a rintracciare Alfonso Giordano, questa é l'intervista:
D: Dove si trova signor Giordano e qual'è la sua posizione?
R. Sono oltre due anni che al Ministero giro a vuoto per gli uffici senza lavorare, senza una scrivania, senza un computer, ma evidentemente si può' fare questo perché paga il contribuente italiano. Le prove? Non vedo l'ora di andare dal giudice per raccontare tutto e di più
D. Lei ha ordinato 8 bidoni di ammoniaca? Per farci cosa?
R. I bidoni non sono mai stati ordinati da nessuno,. qualcuno per rafforzare l'idea del traffico internazionale di sostanze utilizzate per la raffinazione di cocaina e naturalmente per colpire me e la ditta Cittadini, si e' inventato questa cosa, facendo delle fotografie a dei bidoni a San Salvador, e inviando il tutto al MAE a Roma. Loro hanno preso per buono quello che ha scritto l'ambasciatore che voleva colpirmi e per mia fortuna ha ritrasmesso tutte le carte alla Procura della Repubblica. Questa per me é stata una fortuna perché se la cosa rimaneva solo nell'ambito del Ministero ero fottuto. Una cosa é sicura, che in quei containers non hanno mai, dico mai, viaggiato gli otto bidoni di ammoniaca.
D. Quindi é una trappola?
R. Le i ha pubblicato la settimana scorsa un'inchiesta su un funzionario del MAE che ha comunque seguitato a lavorare presso le ambasciate italiane, il mandato di cattura é stato emesso dalla procura del Nicaragua ma nel frattempo il soggetto era console presso l'ambasciata d'Italia a San Salvador capisce?
D. Ma i bidoni di ammoniaca?
R. Io ero a San Salvador i containers erano due e di due funzionari diversi, uno addetto al servizio commerciale, l'altro addetto al servizio consolare, io erano già sei mesi che avevo assunto funzioni presso l'Ambasciata d'Italia nel Salvador. Come avrei mai potuto mettere la merce dentro ai containers se questi sono partiti da Roma? Come avrei mai potuto impossessarmi della merce senza l'autorizzazione dei due funzionari? Io ho ordinato della merce dopo che i due funzionari mi hanno contattato come si fa per prassi quando si va all'estero, si chiama in ambasciata e si chiede delle case, delle scuole, che cosa si trova e che cosa manca, che tipo di autovettura conviene portare da Roma o se é meglio che venga acquistata in loco etc. etc. É una prassi normale questa soprattutto per chi non conosce il paese e ci deve passare dai tre ai cinque anni. Io giá c'ero stato altre due volte, la prima per tre anni e la seconda per due e quindi forse ero l'unico a dare informazioni esatte, secondo la mia esperienza. Ma ripeto sono stati loro a contattarmi anche perché io ero li da sei mesi. Io ho chiesto un po' d'acqua Fiuggi perché mia madre vive con me da quando é rimasta vedova e soffre di pressione, alcuni tipi di pasta che non si trovano da quelle parti, del detersivo ed un televisore che non mi ero portato perché pensavo di trovarlo li. É un televisore del 1994 che utilizzo per fare la terapia a mio figlio che é autistico. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi e vediamo come andrà a finire. Per il momento io non sono stato licenziato.....e sono passati quasi due anni e mezzo.
D. Si ma gli 8 bidoni o cartoni di ammoniaca chi se li é inventati?
R. Come avrei mai potuto portare a casa otto bidoni? I bidoni europei contengono almeno 200 litri e quindi essendo otto -come dichiarato dell'ambasciata - avrei dovuto portarmi via 1600 chilogrammi? Inoltre la Guardia di Finanza italiane avevano autorizzato e timbrato tutti i documenti. Poi se il ministero autorizza il trasporto delle proprie masserizie per un totale di 1750 chilogrammi, e se da soli gli otto bidoni di ammoniaca pesano 1600 chilogrammi, come avrebbero mai potuto portare 350 cartoni più un' autovettura con un container di 24 piedi e l'altro 310 cartoni con uno che corrisponde alla meta?.Poi bisogna chiedersi perché le autorità salvadoregne hanno perquisito tramite la polizia addetta al controllo del narcotraffico dei cartoni che secondo l'ambasciata risultavano essere i miei, solo questi e non anche quelli degli altri se l'immunità diplomatica riguarda tutti e perché l'ambasciata non é intervenuta come é suo dovere fare per difendere un diplomatico? Ripeto per fortuna in Italia c'è' la legge che funziona e se questi benedetti container sono stati riempiti in Italia, vediamo cosa dichiarerà il trasportatore che le assicuro é una ditta seria e professionale che operare da due generazioni in tutto il paese e da circa 30 anni con il MAE. Altro che prove! Il Ministero dovrà presentare per ogni quesito le risposte adeguate e vedremo.
D. Vorrei capire perché le avrebbero fatto questo. Chi aveva il potere di ordinare quella merce?
R. Di ammoniaca c'erano otto cartoni per un totale di 96 bottiglie di detersivo a basso contenuto di ammoniaca, come risulta dalla lista di spedizione della ditta Cittadini Spa e timbrata dalla Finanza e non otto bidoni come ha dichiarato l'Ambasciatore Roberto Falaschi. Io questa merce oltre a non averla mai, dico mai, vista, non l'ho mai, dico mai, ordinata. É stato dichiarato il falso per mettermi i bastoni tra le ruote. Pensi Lei che hanno fatto pure le fotografie, capisce? Ma io non ho mai visto quella merce, hanno fatto tutto loro per farmi rientrare. Guardi la firma della nota verbale originale che qualcuno Le ha inviato e la confronti con quella del visto, sembra che la nota verbale sia stata messa da uno che soffra di morbo di parkinson.
Oggi ci sarà la prima udienza del processo, ma negli atti nessuno parla di trasporto di materiali atti alla raffinazione e/o alla modificazione di alcune droghe. Chi sa se il magistrato insisterà su questa domanda?
A proposito, se per caso qualcuno vuole comprare detersivi, anche a base di ammoniaca, in Salvador consigliamo la ditta:
Quindeca - Quimicas Industriales de Centro América
Ave Bernal #5-i Colonia Satelite, San Salvador. El Salvador, Centro América. www.quindeca.com
Loro fanno prodotti per la pulizia! Beh, detersivi veri per intenderci.
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