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Alitalia un investimento da evitare anche per volare PDF Stampa E-mail
Scritto da Notizie   
venerdì 13 giugno 2008

alitaliaAlitalia un investimento da evitare anche per volare
Di Massimiliano Cocozza

Ecco finalmente chiaro anche a noi poveri ed ignari nostalgici della compagnia di bandiera italiana che, non paghi di infiniti ritardi scioperi e disservizi, abbiamo avuto fiducia nella nostra linea aerea nazionale ci arrendiamo a quello che sembra essere un suicidio annunciato.
Questo racconto che ha del surreale aprirà gli occhi a quanti ancora pensano che Alitalia sia da salvare.

alitalia2Pochi giorni fa, aeroporto di Roma Fiumicino, arriviamo in 8 con una prenotazione su di un volo Alitalia per il Brasile effettuata oltre 15 giorni prima, premetto giusto per essere puntuale che non si tratta di un viaggio di piacere, nonostante la meta tropicale, ma che abbiamo una fitta agenda di appuntamenti per poi rientrare in Italia 5 giorni dopo, ognuno con mille impegni a cui assolvere.
Giungiamo alle 20 in punto quando il nostro volo è previsto per le 22.30. Non appena al desk del check in l’addetto controlla la situazione, si rabbuia lanciandoci il primo segnale di allarme. Ci dicono di aspettare, che il volo sembra pieno. Aspettiamo pazienti pochi minuti, in cui freneticamente gli addetti consultano i loro capi telefonicamente e ci arriva la conferma. Il volo è pieno non c’è posto. Ci guardiamo allibiti, ma come? Overbooking, ci annunciano mestamente gli addetti come se parlassero di un parente che sta per tirare le cuoia. Passano pochi minuti e l’efficiente macchina della nostra compagnia di bandiera partorisce una brillante idea. Ci offrono 400 euro per raggiungere Milano Malpensa e da lì la nostra meta finale che è San Paolo del Brasile, oppure 800 euro in alternativa per volare su Buenos Aires. Ci consultiamo. 800 euro sono una bella cifra, in fondo Buenos Aires non è così lontana da San Paolo. Accettiamo. Fra gli addetti ricominciano le frenetiche consultazioni. Passa ancora una mezz’oretta e ci viene offerto il rimborso di 800 euro per volare su Milano e da li imbarcarci per San Paolo. D’accordo ci stiamo, meglio, in fondo sono solo un paio di ore di viaggio in più e l’alternativa è di rimanere a terra e fare causa alla compagnia. Cominciano i check in e senza un ordine preciso cominciano ad emetterci le carte d’imbarco. Prima uno, poi due, poi ancora uno e poi due passeggeri. Ci guardiamo smarriti, ma va bene ci diciamo sarà un loro sistema, in fondo chi ci capisce niente delle procedure di imbarco. Veniamo portati presso il banco di emissione biglietti dove ci viene emessa una fotocopia un po’ sbiadita da firmare per l’accettazione, ma dove si leggeva chiaramente che avevamo un buono di 800 euro da spendere entro un anno e che avremmo dovuto aspettare una mail presso il nostro indirizzo elettronico, dove sarebbe stata attivata la procedura di accredito del buono. Nella casella dove compare la motivazione non compare la spunta su “overbooking”, ma su “sbarco volontario”, siamo un po’ perplessi. Mica abbiamo chiesto noi di essere sbarcati, ce lo hanno chiesto in quanto l’aereo era pieno e quindi a seguito di un dichiarato overbooking, ma in fondo ci stanno regalando 800 euro, non è il caso di fare i precisini. Veniamo imbarcati sul volo per Milano Malpensa che parte ed arriva puntuale. Una volta giunti e sbarcati non una persona in aeroporto sembra ci sia il coprifuoco. Scendiamo a Milano Malpensa e raggiungiamo in cancello di imbarco. Purtroppo nella fretta dimentico il telefonino al controllo del metal detector effettuato in appalto da una ditta esterna la SEA. Al momento di passare il controllo delle nostre carte di imbarco ecco il secondo intoppo. Dove’è il film? Ci chiede un addetto con aria inquisitoria. Ci guardiamo stupefatti. Siamo tutti filmmaker, in effetti la nostra è una delegazione di cineasti e documentaristi in partenza per una convention. Beh quale film vuole noi ne abbiamo diversi, siamo filmmaker. Ma l’addetto insiste arrabbiandosi ed alzando la voce. Dov’è il film? Ripete. La sua alterazione non ha nulla di buono. Siamo allibiti quando interviene un’addetta precisando che loro per film intendono un pezzo di carta che dovrebbe essere contenuto nelle nostre carte di imbarco. Ma noi non siamo tenuti a sapere… Protestiamo ingenuamente. Passano minuti di panico e discussione. Alla fine dopo diverse chiamate e consultazioni decidono che possiamo salire a bordo. Eccoci finalmente, nonostante il dirottamento e l’incidente del “film”, a bordo. Scopriamo che siamo stati sparpagliati nell’aereo senza possibilità di viaggiare insieme. Ci consoliamo, in fondo c’è di peggio.
cop_sao_paoloIl nostro arrivo a San Paolo è puntuale, diluvia ed i bagagli ci vengono consegnati un po’ sgocciolanti, ma sorpresa una valigia, quella dello scrivente presenta un danno ben visibile sulla ruota posteriore del Trolley, mentre gli altri attendono l’arrivo dei propri bagagli mi reco al desk per presentare denuncia di danneggiamento. L’addetta parla un italiano approssimativo, per fortuna parlo io il portoghese e compila il modulo senza chiedermi le dimensioni, il tipo di valigia, il colore ed il valore del bagaglio, ma sono troppo stanco per protestare, mi dice che la valigia mi sarà rimborsata in Italia. Nel frattempo uno dei nostri non riceve la valigia e neanche un minimo rimborso per comprarsi uno spazzolino da denti, sono allucinato. Abbiamo troppo da lavorare, poco dopo raggiungiamo l’albergo e cerchiamo di recuperare un po’ di sonno perduto.
Passano 48 e 72 ore senza che alcuna mail ci raggiunga da Alitalia. Sarà un disguido. Per fortuna due giorni dopo la valigia perduta ci raggiunge intatta. Nel frattempo chiedo che dall’Italia si invii un fax alla SEA comunicando la perdita del cellulare il luogo e la data come scritto sul sito, pare che al numero telefonico che compare per l’assistenza clienti ci sia solo una ripetitiva segreteria che non rende in alcun modo possibile comunicare con la ditta SEA, il fax viene inviato. Sono preoccupato, ricordo con terrore le immagini dei furti in aeroporto visti in tutte le televisioni qualche anno fa.
E’ il momento del ritorno, ci hanno detto che potremmo trovarci con lo stesso problema dell’andata, ma per fortuna ci imbarcano senza nessun problema e senza nessuna ulteriore richiesta di fantomatici films. Appena a bordo, altra sorpresa, come sempre siamo sparpagliati per l’aereo dove non c’è un posto vuoto. Una di noi sta male e il personale di bordo si affanna a mettere vicino a lei qualcuno di noi per assisterla spostando altri passeggeri. Non sarà che per caso non volevano avere loro il problema di assisterla? Non siamo in grado di dirlo, certo è che si dimostrano gentili, professionali, educati e premurosi per quanto il loro ruolo lo consenta.
Il volo parte puntuale ed arriva puntuale. Appena giunto a Roma Fiumicino mi precipito all’ufficio bagagli danneggiati di Alitalia per chiedere delucidazioni circa come e quando mi avrebbero rimborsato la valigia danneggiata. La contatteremo, mi viene risposto, lei ha sporto regolare denuncia e noi procederemo di ufficio, non si preoccupi, mi dicono.
Cerco di contattare la SEA in areoporto, domando al controllo come contattarla, ma mi trovo a Fiumicino e mi dicono che di Malpensa non sanno nulla, non hanno notizie, terminali di controllo, nulla. Mi meraviglio. Dico ma siamo nel 2008 come è possibile che nella stessa ditta e nello stesso paese non ci sia un collegamento fra i due maggiori aeroporti italiani. Ci sono i computer, le reti, ma nulla non c’è verso, solo tante spallucce. Non siamo mica noi a comandare, mi viene risposto laconicamente.
Sono a pezzi, due voli intercontinentali e 4 giorni di intenso lavoro e qualche cena e ballo notturno mi hanno esaurito e sono le 6 del mattino. Raggiungo la biglietteria Alitalia. Mi dico che almeno potrò usufruire del buono, perlomeno per una volta potrò volare gratis a casa e mi rimarrà ancora qualcosa del buono. Non appena l’addetta sente la mia richiesta di usufruire del buono si blocca. Mi dice che non può fare nulla e che devo chiamare il numero Alitalia 06/2222 è l’unica maniera di procedere. Mi arrabbio, chiedo di parlare con un responsabile. Il responsabile arriva e con aria di chi sta trattando con un pazzo rompiscatole mi dice che lui non può fare nulla e di chiamare il numero Alitalia, unico 06/2222. Ma sono senza telefono protesto. Vada ad un telefono a gettoni mi viene risposto. Provo. Metto 2 euro e resto in attesa un bel po’ finché il credito si esaurisce senza che io abbia potuto parlare con nessuno. Sono esausto, non ho spiccioli e mi resta una sola ora per prenotare e prendere il volo per casa mia.
Decido di raggiungere lo scalo nazionale sperando in un colpo di fortuna, in una persona più gentile. Raggiunto il terminal dei voli nazionali e la biglietteria Alitalia. Vengo ricevuto da un’addetta che sembra attenta ed educata. Mi ascolta scuote la testa come a dire “ecco un altro caso umano”, ma poi si attiva, telefona lei allo 06/2222 ed ottiene magicamente udienza, scrive un numero in una casella e mi dice che è strano che non abbia ricevuto alcuna email. Prendo il portatile lo accendo e le faccio vedere gli ultimi messaggi dalla data del 30 maggio in poi in cui non compare nessuna mail di Alitalia. Si fa in quattro, ma l’operatrice del calla center Alitalia è inflessibile. Bisogna prenotare con almeno 48 ore di anticipo e ci vuole la conferma via mail che non ho.
Distrutto e demoralizzato mi arrendo e tiro fuori la carta di credito il mio aereo parte fra un po’ ed il prossimo volo e tra qualche ora. Salgo a bordo e raggiungo la mia meta. Raggiunta casa mia cerco di contattare la SEA, ma nulla, il numero di pertinenza effettivamente risulta munito di voce registrata che non da accesso ad alcun operatore. Chiamo le informazioni e mi rispondono che sono un call center e che non possono aiutarmi in alcun modo. Io vorrei solo sapere, insisto, ma è fiato sprecato. Sono troppo stanco e dormo, dormo e dormo, tanto è sabato mattina, nessuno mi risponderà prima di lunedì.
Il lunedì successivo riprovo con la SEA, ma con lo stesso risultato, imbarazzanti non so e non posso, sono le uniche risposte.
Chiamo Alitalia, almeno la valigia vorrei recuperarla. Dopo un’attesa di pochi minuti ecco l’operatrice 730 che mi risponde. Le snocciolo il mio problema ed ecco la sorpresa finale. L’addetta mi dice che dovrò inviare in copia la carta di imbarco, il ticket del bagaglio danneggiato, il biglietto aereo e… Udite udite una perizia certificata di un negoziante che testimonia il danno alla valigia ed il valore di quest’ultima. Rido, credo che l’addetta stia scherzando, ma dall’altra parte il gelo. Ma quanto tempo è passato? Mi chiede l’addetta? Dico che è successo il giorno 1 giugno. Ride lei, di gusto, e mi dice che le procedure interne prevedono che io avessi inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno, con la documentazione richiesta, all’indirizzo tale e tal’altro che compare sul sito. Non ho più voglia di ridere. Specifico all’addetta che nessuno mai mi ha comunicato questa procedura e che oltre al desk di San Paolo ero stato anche il giorno 7 mattina presso il desk Alitalia di Roma Fiumicino. L’addetta replica di provare e di affidarmi alla magnanimità del personale.
Ovviamente io non saprei a che titolo un negoziante dovrebbe rilasciarmi una perizia certificata e perdere il suo tempo senza guadagnare un centesimo solo perché le procedure interne Alitalia prevedono questo assurdo ed unico rituale.
Rinuncerò alla valigia, al telefonino e senz’altro prima di acquistare un altro volo Alitalia, ammesso che duri, consulterò le compagnie Russe quelle africane e quelle del Ruanda Burundi che sono certo avranno almeno procedure un pochino più civili.
Lascio al lettore ogni ulteriore commento.
Boa sorte a Alitalia e a tutti l’Alitaliani.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 )
 
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