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Breve saggio sui politici e la loro personalità PDF Stampa E-mail
Scritto da Notizie   
martedì 19 gennaio 2010

satira5Breve saggio sui politici e la loro personalità
Di Francesco Mavelli

In quasi tutto il mondo diversi milioni di persone, sia uomini, sia donne, che si occupano di politica a tempo pieno, in apparenza sembrerebbero soffrire di uno strano malessere, che si manifesta, così come si vedrà dettagliatamente più innanzi, tramite manifestazioni sintomatiche, alcune volte anche eclatanti, che fino a ieri non venivano valutate nella giusta maniera.

satira1Per molti, anzi per quasi tutti coloro i quali si occupano di politica a tempo pieno, questo che oggi si classifica semplicemente come:”malessere”, ancora tutto da scoprire, quindi ben lungi dall’essere chiarito, rappresenta un pesantissimo limite per una vita normale, quando invece, sarebbe oltremodo possibile, attuando la giusta ricerca scientifica, riuscire a combattere e debellare questo malessere con tutte le sue intrinseche, molteplici e diverse manifestazioni.Questo malessere o malattia, a giudizio di chi scrive, possiede in se tutte quelle caratteristiche legate alle patologie tipiche da virus. Quindi è, alla luce di quello che i testi ci riferiscono, contagiosa. Alcune volte può essere addirittura mortale ed in più, cosa per nulla trascurabile, alla luce delle conoscenze cliniche di oggi non può essere, ne controllata, ne debellata.Come di consuetudine, per poter lottare e tentare di sconfiggere un malessere, che d’ora in poi si chiamerà esclusivamente con il nome di malattia, occorre soprat¬tutto studiarla approfonditamente, per poterne in un secondo momento, acquisire la conoscenza diretta. Anche perché, al giorno d’oggi, la scienza medica, del tutto ignara, dopo opportune e mirate ricerche, potrebbe mettere a disposizione terapie innovative che, per la prima volta, riuscirebbero a controllare questo fenomeno, che d’ora in poi chiameremo: “malattia”.

satira13 

Questo breve e semplice saggio, forse raro nel suo genere, tenta di affrontare analiticamente, dal punto di vista della sintomatologia, questa patologia cercando di orizzontare tutte le eventuali ricerche, degli studiosi, nella     giusta direzione, senza affatto trascurare e/o dimenticare il grande ruolo essenziale e fondamentale di tutti gli specialisti settoriali che opportunamente sollecitati ed interessati potrebbero ritenere di offrire la loro competenza personalizzando l'approccio terapeutico al politico, mentre quello del medico di medicina generale, deve rimanere, in ogni caso, il punto di riferimento per il politico ammalato ed il suo intero nucleo familiare.
Da molti anni e per lungo tempo, tutti i più grandi studiosi, esperti ed osservatori di politica, si sono interrogati sulle complesse manifestazioni che si sono impadronite e s’impadroniscono solitamente di chi fa politica non per diletto ma per mestiere. Queste approfondite ricerche hanno portato alla conclusione, quasi unanime, di collocare e considerare queste manifestazioni direttamente nel campo della medicina, sotto l’aspetto di una vera e propria patologia (la patologia è una parte della medicina che si occupa di studiare le cause e l’evoluzione delle malattie) e di posizionarle e classificarle sotto il nome di: ” malattia o morbo professionale ”.
Il maggior fattore scatenante sembrerebbe identificarsi, con quasi certezza, in un virus (il virus è un Agente infettivo di grandezza submicroscopica che vive e si riproduce all’interno di cellule viventi), che puntualmente, entra nel circuito mentale e, lentamente ma progressivamente, invade e pervade tutta la mente di colui il quale si occupa di politica come occupazione primaria.
satira2Per la verità, se con la mente ci soffermiamo, dopo qualche attimo, ci accorgiamo che fin dall’apparire dell’uomo politico sull’intero globo terrestre, questa malattia o morbo era già ben presente ed il virus, sin da allora, raccoglieva successi su successi e si manifestava in modo quasi eclatante in tutti questi soggetti. Erano i nostri antenati che, inconsapevoli e non conoscendo l’evoluzione di tale malattia,si limitavano ad assistere semplicemente alle manifestazioni e, con la caratteristica di chi non conosce la situazione, si limitavano ad osservare gli effetti. Alcune volte questi ultimi erano giunti a crederle caratteristiche di esseri soprannaturali (Dei) che si compiacevano di mostrarle attraverso il corpo del politico di turno che ritenevano a loro caro (questo è quanto la credulità, tipica dell’ingenuità), poneva sulle bocche degli uomini di quei tempi. 
Questa categoria d’uomini, si ammalava, così gravemente, che le manifestazioni, sia pur gradualmente, interessavano tutta la loro personalità che a sua volta subiva, altrettanto progressivamente modificazioni talmente significative da divenire, in seguito, eclatanti ed appariscenti.
Ora è bene segnalare, per quanto possibile, alcuni casi che, nel tempo, sono risultati talmente eclatanti da essere, ancora oggi, dopo secoli, sempre vivi e famosi al punto tale da essersi ricavati un loro posticino prediletto nella nostra mente: parliamo di tutte quelle manifestazioni legate all’egoismo che, in particolar modo, nei politici si manifestano nelle forme più sfrenate ed incontrollabili, che, per dirla come di solito si esprimono i matematici: si eleva “all’ennesima potenza”.
Un tipico esempio è quello che tutti noi ricordiamo e che si riferisce al primo assassinio nella storia dell’Umanità, si vuol qui far riferimento ad Abele da parte del fratello Caino. Da una recente lettura, non ricordo bene quale, con immenso stupore, ho avuto modo di apprendere che Caino era anche lui sofferente della malattia a cui qui si sta facendo riferimento.
satira8Non bisogna per nulla trascurare che all’epoca di quei fatti non si sapeva che la malattia o morbo, di cui stiamo trattando, esistesse. Da un’osservazione scrupolosa e meticolosa possiamo facilmente evincere che l'individuo colpito dalla malattia è un tipo fortemente caratteriale, fanatico all’eccesso e pieno di orgoglio, a cui corrisponde in modo quasi graduale e proporzionale l’esaltazione legata alla sensazione di onnipotenza, manifestazione questa che si è sempre caratterizzata, e sempre si caratterizzerà, con  grande violenza, pregna di atti scellerati e indegni di essere attribuiti ad un Essere umano.
Conseguenza vuole che bisognerà osservare ed analizzare tutti gli Uomini e/o tutte le Donne che si occupano a tempo pieno di politica e il tutto deve aver inizio da precise e specifiche ricerche da effettuarsi, nei limiti del possibile, fin dalla giovane età dei politici stessi che si prendono in considerazione. Ricostruendo nei limiti del possibile, anno dopo anno,  mandato elettorale dopo mandato elettorale, cambiamento dopo cambiamento, la completa mutazione della personalità del Politico.
L’osservazione e lo studio dei politici di carriera devono partire fin dalla più tenera età, per poi approdare a scandagliare, come una vera e propria stratigrafia, la giovinezza, sconfinando subito dopo, avendo solide basi di valutazione, nella fase della maturità.
Occorrerà valutare ed evidenziare anche il particolare tipo di linguaggio adoperato e la molteplicità delle movenze fisiche del soggetto politico in esame, perchè potrebbero rappresentare un palese messaggio grandemente affidabile e veritiero, da cui poter trarre un'analisi profonda e dettagliata, capace di essere il più fedele possibile sul piano realistico.
Le prime indagini, da svolgersi nella maniera più analitica e approfondita possibile, devono preoccuparsi di far emergere tutte quelle fasi relative sia allo stato di coscienza che allo stato d’incoscienza dei soggetti che si occupano di politica per professione e che fa parte della analisi. Di contro, il secondo tipo di analisi, deve essere orientato esclusivamente all’esame di tutti i comportamenti e di tutte le azioni che sono dettate dalla mente di questi soggetti.
In considerazione di ogni quanto affermato, fino a questo momento, appare chiaramente che la Politica ha l’effettiva capacità d’innescare, giorno dopo giorno, ora dopo ora, in questi soggetti, un virus che a sua volta provoca lo stato morboso cui si fa riferimento e che, classificherò sotto la voce: ”causa di disordini mentali”.
satira3Da tempo immemorabile la Politica (trattasi di scienza ed arte capace di affrontare e risolvere un complesso di problemi e attività collegate alla cosa pubblica), da molti, viene vissuta come un vero e proprio mestiere, mentre un tempo ancora più lontano, era considerata scarsamente ed anche fortemente contestata da molti ambienti della vita pubblica.
Ora possiamo facilmente affermare che questi soggetti, di cui ci stiamo occupando, si sono sempre trovati, sin dall’inizio del loro dedicarsi alla politica, in una situazione condizionata che, a lungo andare, attiva e mette in moto modificazioni altamente significative della propria personalità.
La stessa storia dell'Umanità è ricolma di innumerevoli esempi di violenze, di omicidi sia singoli che plurimi, di guerre, piccole e grandi, nate e combattute da individui che già chiamare senza scrupoli è cosa bonaria, che hanno approfittato in maniera indecorosa, al fine d’ imporre il proprio volere. Il mezzo preferito, da questi soggetti, capace di traghettare le folle era quello di riuscire a far leva sul fanatismo più puro che, con la loro abilità riuscivano a sommare all’autoritarismo e all’integralismo.
E’ cosa notoria che le personalità di molti politici, dopo alcuni anni, manifestano, senza alcun preavviso, forme irose ed aggressive. In questi soggetti, la “malattia o Morbo” peggiora fino al punto da esprimersi e concretizzarsi in una reazione desiderosa di "giustizia sommaria" dell’avversario politico che è visto e vissuto, non come tale, ma come  un   vero e proprio nemico da annientare.
I politici, a cui qui si sta facendo riferimento, spesso ricoprono incarichi da cui gli deriva un’alta responsabilità frammista a grande prestigio. Pertanto, questi soggetti, oltre ad essere autorevoli e credibili in seno alla società, sono in grado di esercitare, sia con la parola, che con i comportamenti conclusivi, spinte e pressioni così grandi da spingere, ad azioni, anche spropositate, persino intere collettività.
La Storia, quella con la S maiuscola, sia del passato remoto, che di quello prossimo, continua incessantemente a farci riscontrare quanto veritiere siano queste piccole riflessioni. Molti sono gli esempi a cui è chiamati ad assistere, i nostri occhi si spalancano ed il viso mostra tutta la personale incredulità, man mano che scorrono fotogrammi di filmati anche datati, si assiste alla perdita dell'unità della personalità del politico e alla sua netta e quasi completa dissociazione.
Ad un primo sommario esame, dopo attenta e conseguente analisi, relativa a questo tipo di politico di professione, l’osservatore si accorgerebbe che da ragazzo, il politico di oggi, è riuscito addirittura a gioire nel mentre torturava, con sagacia, gli animali e nel mentre riusciva a colpire, con precisione quasi scientifica, manifestando così tutta la sua crudeltà, anche i propri coetanei.
satira4Da giovane, la ricerca ci farà notare come questo soggetto, viveva ogni sua giornata in stato collerico quasi perenne. Nel contempo si noterà la sua grande attitudine alla calunnia e, per completezza di quadro, sofferente di forte antipatia evolvente in odio.
Da adulto, infine, l’uso della calunnia sarà la sua arma preferita. Si troverà anche la sua grande capacità nell’affilare sempre più l’uso di altri strumenti d’offesa come la denigrazione e la diffamazione gratuita per tutti coloro i quali trasforma in obiettivo di turno.
La forza della malvagità e della malignità, nel politico ammalato, sta tutta nell'uso personale dell’autorità a lui conferita dal popolo e che usa contro il popolo stesso, in quanto abusa del potere esecutivo di cui dispone.
Questi politici sono i più pericolosi, perché, adoperando il potere che deriva loro dalla gente, agiscono con freddo calcolo e con grande determinazione contro la gente stessa.
È ormai pacifico che la violenza e l'aggressività nascono con l'uomo, perchè parte integrante e componente essenziale dello stesso. Tali manifestazioni, in molti soggetti meno ammalati degli altri,, possono essere totalmente represse, oppure manifestarsi con "fasi" moderate.
La violenza e l'aggressività, che certamente sono generate da sentimenti avversi e che risultano legati al sentimento che normalmente identifichiamo con il mone di: “odio”, sono chiaramente delle manifestazioni condizionanti.
Sempre, in questi stessi soggetti che si dedicano alla politica come attività primaria, la violenza legata all’azione personale è sentita ed è vista come uno strumento necessario per la protezione e la tutela della propria vita, quasi una sorta di diritto naturale all’autodifesa, contro ipotetici ma inesistenti avversari e/o nemici.
Nella maggior parte dei casi l'impulso irrefrenabile alla violenza nasce, quasi certamente, da molteplici cause che sono legate al loro stesso ambiente. Persino il linguaggio, arricchito in maniera particolare, tipizzato dalla violenza risulta completamente mancante di sentimenti etici e sociali, viene adoperato dal soggetto politico, il quale non si accorge di auto rilegarsi ad una vita diversa dalla realtà.
satira6Su queste basi si può affermare, senza tema di smentita alcuna, che il soggetto che si dedica alla politica come attività primaria, quando è pregno di potere e quando è pregno di fanatismo e di razzismo, deve essere considerato, a tutti gli effetti: “Socialmente pericoloso”.
L'ossessione può essere indiscussa causa di fenomeni che possono raggiungere atteggiamenti deliranti con limiti particolari ed impensabili,  che sono a noi tutti ben noti. Si vuol far qui riferimento alle stragi e agli eccidi di massa, agli attentati terroristici, alle persecuzioni, alle torture, alle carcerazioni e alle soppressioni programmate degli avversari e dei nemici.
In questo modo, il soggetto politico che si è ammalato ha tutte le scusanti per non riconoscere e/o annientare qualunque forma di sentiment legato all’affettività, alla morale e soprattutto quello legato alla spiritualità, calpestando ed annientando, in un sol colpo, tutti i sacri ed inviolabili diritti umani derivanti dal diritto alla libertà e alla vita, imponendo agli altri la sua visione che si caratterizza in un cinico fanatismo ed in una falsa giustizia.
Il manifestarsi di questo insieme di sintomi a livello mentale, in quasi tutti i soggetti che si occupano di politica a tempo pieno, potrebbe identificarsi, in un male prodotto dall'ignoranza, dall'asocialità, dalla superbia, dall'invidia, dal potere, dall'odio, ecc. ecc. 
Il politico di professione che si ammala è quindi sofferente di questa malattia, nei rapporti con il proprio simile e con la società, manifesta un comportamento mentale completamente fuori della normalità, ispirato esclusivamente alla vanità, alla presunzione personale e all’ambizione. Questi politici ammalati giungono persino a compiacersi del loro stato ed arrivano ad esercitare la propria posizione di superiorità e di autorità su tutte le persone a loro sottomesse o comunque dipendenti dal loro operato, ivi compresi i propri collaboratori più diretti.
E’ inutile nascondere o trascurare che una possibile evoluzione, è ben rappresentata da uno stato di mera allucinazione, sino a sconfinare, anche con violenza, nello stato di vera follia. E’ anche bene ricordare, senza mai trascurare che la violenza e l’aggressività, oltre ad essere parte integrante dell'uomo, nascono, vivono e muoiono con lo stesso individuo e, in ogni caso, aumentano la loro presenza in progressione nel tempo.
Inoltre, lanciando uno sguardo ad ampio raggio verso la Storia di tutte le nazioni del mondo, ci si accorge che proprio le perversioni violente e criminali di molti politici sono alla base di innumerevoli eccidi.
Passiamo ora a  considerare i molteplici disturbi della personalità di questi soggetti. E’ facile riconoscere ed evidenziare i disturbi mentali che addirittura sono capaci di interferire sull'attività lavorativa riuscendo a limitare la produttiva, creando in questi soggetti politici di professione, un loro mondo appartato e farneticante, falso, violento, ecc. ecc. che, non trova riscontro diretto nella realtà.
satira10Vi sono molte altre cause che contribuiscono ad alienare la personalità dei politici a tempo pieno, ma certamente non meno importanti delle altre che innanzi si è cercato di  descrivere, sono: “le ansie, gli stress, la insicurezza, le fatiche, gli aspetti negativi della famiglia e del contesto sociale a cui appartengono e/o a cui si vanno, di volta in volta, inserendo”.
Vi sono poi dei soggetti che si occupano di politica a tempo pieno che con il proprio comportamento irresponsabile ed illegale mostrano manifestatamene la loro personalità antisociale, evidenziando, in tal maniera, la totale mancanza d’interesse per i diritti degli altri e per il bene della collettività che loro stessi rappresentano e che sono stati chiamati a guidare.
Molto diffuso è il disturbo della personalità in cui, sempre il politico a tempo pieno, cerca di attirare l'attenzione su di se, con mezzi che spesso rasentano la violenza, il tutto finalizzato all’esclusivo ottenimento della creazione del "culto della propria personalità”.
Altro disturbo tipico legato al politico di professione è quello della cura, quasi estrema del proprio aspetto, pensiamo solo per un attimo al narcisismo e ci accorgeremo che la loro eleganza rasenta proprio questa altra malattia. Molto spesso è fortemente caratterizzata con una forte mania d’apparire in pubblico ben vestito e smodatamente raffinato nei modi mostrando i muscoli della sua onnipotenza, il tutto contrassegnato da una sfrenata voglia di passare alle generazioni future. Questa è motivazione per la quale non cessa mai di accentrare su di se, titoli su titoli, incarichi e onori.
satira7Questa altra figura di politico, presenta una notevole dose di sospettosità verso gli altri e presenta il rigetto e/o il totale rifiuto dell'amicizia, della lealtà e dell'attendibilità stessa.
A questo punto è veramente chiaro che il disturbo della personalità accentratrice nasce in tutti i politici di professione e che ricoprono alte cariche nell'ambito della società civile. In molti di questi soggetti è stato accertato che, nel passato, hanno avuto una vita alquanto modesta ed anonima, raggiungendo col tempo il potere e quelle cariche pubbliche che hanno, man mano, dato origine alla nascita di una nuova personalità, in prevalenza accentratrice, sprezzante e portatrice di odio ed incomprensioni verso chiunque altro.
I comportamenti deliranti, è meglio puntualizzare, sono fortemente causati dalla gelosia estrema, dall'invidia al massimo grado, dal grande  protagonismo, dal culto gravissimo della propria personalità, dalla mania di grandezza, dall’incontenibile desiderio di potere, ecc. ecc. Il delirio a cui si fa riferimento è confortato da una precisa logica interiore pronto ad agire spietatamente.
Questa figura di politico di professione che si ammala alla fine tipizza il suo essere perchè completamente posseduto dal proprio delirio. Le manifestazioni eclatanti di continui episodi legati alla aggressività irrefrenabile e alla incapacità ad un adeguato controllo. Gli effetti di questi atteggiamenti istintivi inducono questa figura di politico persino a porre in atto gravi aggressioni fisiche e morali, non tenendo in alcun conto che il proprio atteggiamento possa causare danni irreparabili agli altri.
Sino ad oggi, non si è ritenuto di studiare a fondo tale disturbo, perchè lo si è  considerato, con grande superficialità, un fenomeno scaturente da una certa "normalità istintiva della persona". Non è così. Da sempre, l'uomo si è trovato in conflitto con se stesso, ma soprattutto con gli altri.
Lunghi, anzi lunghissimi, sono gli elenchi delle numerosissime uccisioni, suggerite da una interna ossessività nell'eliminare il proprio rivale, ritenuto erroneamente un nemico da distruggere; da qui nasce il vero disturbo psichico caratterizzato da una forma di comportamento provocatorio, ostile e repulsivo che nasce in questi soggetti sin dall'infanzia e poi si sviluppa fortemente nella prima adolescenza.
Con il passare del tempo, il predetto disturbo, sfocia in manifestazioni maniacali persecutorie da cui nascono quei sintomi che si possono ricondurre ad una dissociazione mentale vera e propria.
satira12Le caratteristiche di quest’ultimo delirio si manifestano con fenomeni d’altissima carica nervosa, che spesso porta il politico ammalato ad una netta spersonalizzazione, con la presenza di alcuni aspetti totalmente negativi, dalla mania di grandezza al culto della personalità, dalla gelosia all'odio fino all'aggressività anche violenta.
Ed è proprio da questi ultimi aspetti negativi, ricchi di episodi caratterizzati da esaltazioni deliranti, che il politico ammalato si vede spinto da incontrollati e innumerevoli impulsi omicidi o suicidi, comunque legati alla distruttività della vita.
Altri deliri particolari, sono quelli che vanno ad interessare l'egocentrismo del politico di professione che si è ammalato, sono quelli tipici della  megalomania e dell’ ambizione. Il Politico ammalato è soprattutto accentratore di potere in tutti i settori delle istituzioni umane, che vanno dal religioso, al politico, dal culturale al sociale in tutti i suoi vari aspetti.
Generalmente l’ossessione viene scambiata per una semplicissima alterazione della personalità. Pertanto, non sembrerebbe impossibile riuscire a codificarla come una vera malattia mentale, ma una semplice singolarità costituzionale che insorge in gioventù e che evolve in età adulta con caratteristiche vaneggianti, quasi gravi, in seguito a fattori ambientali e familiari, con effetti traumatici generati dal modus vivendi dell'esistenza vegetativa della quotidianità.
Gli aspetti ossessivi, in questi politici ammalati, sono molteplici e svariati nelle varie forme comportamentali del soggetto. Ci limiteremo a segnalare le più indicative che si sono evidenziate ad una prima osservazione:
1) malattia mentale tipizzata dal sospetto.
2) malattia mentale tipizzata dalla gelosia.
3) malattia mentale tipizzata dall’autorità.
4) malattia mentale tipizzata da reazioni legate alla mania di grandezza.
5) malattia mentale tipizzata da mania di persecuzione.
6) malattia mentale tipizzata da vendetta personale.
Gli effetti che si riscontrano in questi politici ammalati, possono insorgere anche in una mente alterata con fenomeni sempre in fase crescente e mai decrescente.
satira9L'odio istintivo, insito nell'indole umana, può trasformarsi in una grave malattia psichica che si manifesta nella spinta di autoritarismo punitivo contro un "ipotetico e/o immaginario nemico", di cui vengono falsati fatti e circostanze che interessano la "vittima predestinata" (conoscente, amico, collega, familiare). Il tutto si tramuta in una messa in opera di vere e proprie torture morali e materiali, a "fine di giusta vendetta".
È evidente che questi politici di professione che si sono ammalati si avvalgono di ogni situazione nella loro piena disponibilità per adoperare, con abuso il potere loro concesso dal consenso popolare fino ad arrivare, quando lo ritengono necessario, alla  persecuzione.
Questi politici ammalati pur apparendo, nella vita quotidiana, delle persone del tutto normali, hanno un orientamento istintivo ed ossessivo nella ricerca del sospetto più assurdo, della gelosia e dell'invidia, spinti come sono da ossessioni.
Lo scopo di questo breve saggio, non è affatto quello d’aver affrontato in maniera esauriente questa nuova malattia. Queste poche pagine vogliono semplicemente segnalare il problema affinché resti aperto allo studio e all’osservazione dei ricercatori delle malattie mentali: per non discostarci troppo dalla realtà sarebbe opportuno che si passasse immediatamente a considerare i politici ammalati come pazienti complessati, così da potersi porre nelle condizioni ideali per poter tentare una terapia mirata sul comportamento stesso del politico.
 Al fine di iniziare protocolli terapeutici finalizzati ad ottenere una graduale azione migliorativa sulla mente, riuscendo così a migliorare tutte le azioni dei politici di professione che sarebbero esclusivamente mirate a migliorare la qualità della vita dei cittadini che loro stessi rappresentano.

Ultimo aggiornamento ( sabato 06 febbraio 2010 )
 
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