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Evasori al governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Caporaso   
venerdì 06 marzo 2009

paradisi_cover_150Evasori al governo
di Giovanni Caporaso.

I Presidenti del Consiglio europei, con Silvio Berlusconi in testa, vogliono lanciare l’ennesima lotta contro i paradisi fiscali, come se i mali dell’economia derivassero dall’evasione fiscale. Cinquanta anni di  malgoverno, sprechi, cattiva amministrazione,  ruberie e signoraggio di banche e istituzioni finanziarie non sono, secondo i primi ministri europei i colpevoli della crisi. Cosi, bisogna cercare il nemico esterno, e i paesi europei del G20 sono pronti a presentare al prossimo summit del gruppo, del 2 aprile  a Londra, una posizione comune e una  nuova politica del rigore con proposte di sanzioni ai paradisi fiscali. Di queste guerre ai paradisi fiscali ne abbiamo viste molte e nessuna ha dato i frutti sperati.

offshoringPer primo ci provò De Gaulle nel 1962, poi ogni volta che c’è una crisi si è tirato fuori dal cassetto lo spettro dei paradisi fiscali. Oggi questi signori che hanno permesso negli ultimi decenni il ladrocinio dei partiti e delle banche, parlano di etica nel capitalismo, proprio in un momento in cui il capitalismo è fuori di se, l’etica è quindi emersa come reazione a una economia appunto aliena all’etica. In fondo pero ancora non si è visto nulla di questo rilancio morale e dobbiamo quindi pensare che non si tratta altro che di una opera di marketing. Su proposta del G20, l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), prevede di rivedere a metà anno la lista nera degli irriducibili, dove ora figurano solo Liechtenstein, Andorra e Principato di Monaco, minacciando una quarantina di paesi, compresa la Svizzera. C’è grande euforia tra i G20 per la possibilità di sanzionare i paradisi fiscali. Io mi domando pero che succederebbe se i paradisi fiscali sanzionassero l’Europa, non accettando ad esempio i depositi delle banche europee o delle holding dei grandi gruppi o per  esempio se Panamá tassasse altamente il passaggio  delle navi con bandiera europea nell’omonimo canale. 
Anche l’ Italia ha i suoi Paradisi Fiscali che sono le regioni a Statuto Speciale, Friuli - Venezia -Giulia, Trentino - Alto Adige, Valle d'Aosta, Sicilia e Sardegna che hanno, a seconda della regione, libri per le scuole dell'obbligo gratis, regime fiscale migliore, bolli auto più bassi, stipendi statali più alti, benzina a prezzo migliore, trasporti a prezzi agevolati, ecc. Ogni Stato favorisce nel modo più consono le aree considerate meno sviluppate. I G20 però non parlano di sanzioni contro l’ Italia, ne le altre regioni pensano di sanzionare i regimi agevolati. E’ notizia di questi mesi che diversi comuni confinanti con regioni a Statuto Speciale abbiano fatto richiesta di essere annessi, “scappando” dalla loro attuale locazione. Ovviamente, le motivazioni sono di carattere prettamente economico: i consistenti, consistentissimi, sgravi fiscali e contributivi dei quali ancora oggi quelle regioni godono. Addirittura il Piemonte si dice intenzionato a richiedere per se stesso l’attribuzione dello Statuto Speciale. Anche questi comuni fanno parte della cinica Italia degli evasori? O si tratta di autodifesa?
evasoriL’altro giorno mi ha chiamato un cliente preoccupato: “Dottore, nei caselli dell’autostrada vendono un libro, Evasori, di Roberto Ippolito, che la cita in controcopertina”. Ippolito, a pagina 41 e 42 del suo libro parla dettagliatamente dello stato di Antarcticland, facendolo apparire come una sorta di Italia 2, e mi cita, gentilmente,  come autore del best seller “Come pagare zero tasse”, definendomi il “Guru europeo degli investimenti offshore”. Nello stesso capitolo specifica che da uno studio di Bankitalia appare che i giovani sono favorevoli all’evasione fiscale e specifica, chissà perché, che la propensione a evadere risulta superiore nelle province caratterizzate da più elevati livelli di disoccupazione e criminalità. Il sociologo dell’economia Carlo Carboni, autore del libro “la società cinica”, ha tracciato l’identikit degli evasori e parla di : “un’Italia in cui alberga l’individualismo amorale”, secondo il quale lo spazio pubblico è visto in funzione di un riconoscimento o di un vantaggio individuale. E l’Italia in cerca di scorciatoie, che rifà il verso ai furbetti del quartierino, che cerca di emergere a qualsiasi costo. È l’Italia che non rispetta le regole, l’Italia dell’evasione fiscale diffusa”.
Questa è l’Italia cinica descritta dai nuovi paladini del civismo. Ma per favore! Non avete ancora capito che in Italia c’è disoccupazione, che in Italia non ci sono opportunitá per i giovani, che in Italia se non si vuole finire nelle file della criminalitá organizzata bisogna cercarsi opportunitá all’estero. E cosi hanno fatto oltre 40000 italiani che hanno spostato la loro residenza in paesi dove la pressione fiscale è più mite e le opportunitá sono basate sul mercato e non sulla speculazione.
Secondo il i fautori della lotta ai paradisi fiscali i soldi non versati in Italia al fisco corrispondono a 7 punti percentuali del PIL (Prodotto Interno Lordo) e dicono che se tutti gli evasori pagassero le tasse, gli italiani avrebbero in tasca 100 miliardi di euro in più all’anno. Non vogliamo neanche chiedere dove andrebbero a finire. Forse una parte a tappare i buchi dei debiti che i politici, dal dopoguerra, stanno contraendo a nome di ogni italiano, anche del figlio della signora Maria che è solo al settimo mese di gravidanza. Si, infatti i cittadini italiani nascono gia indebitati e propensi geneticamente ad indebitarsi sempre di più. Questo non accade pero nei paradisi fiscali, dove, la crisi non si è fatta sentire. A Panamá ben pochi pensano di evadere l’IVA, visto che è solo un 5 per cento.
Negli Stati Uniti la stessa Corte Suprema, nel caso di Gregory vs Helvering (1935) 293 US 465, ha riconosciuto il diritto dei cittadini a pianificare i propri affari in modo da pagare meno tasse.
evasione_fiscale1I G20 sembrano voler sancire solo il diritto a pagare le tasse. E non si rendono conto che in un mondo globalizato ognuno ha il diritto di investire dove più gli convenga ed è puro masochismo farlo dove più ti tassano.
Operare offshore significa in sintesi aprire un’attivitá dove più conviene e dovrebbe essere un sacrosanto diritto dei cittadini del mondo.
Carboni parla di Italia cinica, ma cosa c’è di cinico nel difendersi da un sistema che strangola l’economia? Ippolito parla di giochi di prestigio, ma non deve fare dei giochi di prestigio la famiglia media italiana per arrivare a fine mese? E di chi è la colpa? La vogliamo dare agli evasori? Bene, allora mettiamo gli evasori al governo perché nell’alternanza tra la destra e la sinistra non si sono visti grandi cambi e se provassimo a tassare i solamente i consumi forse si rimetterebbe in moto l’ economia e sparirebbero gli evasori, che non vanno confusi con chi ruba l’ Iva e se la mette in tasca!

Per acquistare il libro "Come pagare Zero tasse. I paradisi fiscali" visitare www.expatsebooks.com 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 aprile 2009 )
 
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