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Inchiesta Ministero degli Esteri: replica e controreplica PDF Stampa E-mail
Scritto da Notizie   
giovedì 17 maggio 2007

farnesinaIl Comitato di Redazione di Investire nel Mondo pubblica con piacere una lettera del Capo del Servizio Stampa e Informazione del MAE, Min. Plen. Pasquale Ferrara, diretta al nostro direttore, in relazione alle nostre inchieste sul Ministero degli Esteri. Di seguito pubblichiamo la risposta del nostro direttore, Giovanni Caporaso.

Signor Caporaso,

faccio seguito alla corrispondenza intercorsa tra Lei e il Capo dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, Consigliere Villani ed alla lettura di alcune sue soggettive, unilaterali ed arbitrarie valutazioni relative a dipendenti ed ex-dipendenti del Ministero degli Affari Esteri. 

1. Ambasciata a Brasilia.

Con riferimento alla vicenda relativa alla querela da Lei presentata nei confronti di funzionari dell’Ambasciata a Brasilia, non posso che ribadire che, allo stato, questa Amministrazione è in attesa di conoscere l’esito che alla stessa verrà dato dalla competente Autorità giudiziaria. Desidero al riguardo informarla, dal momento che sembra ignorare la norma, che l’art. 117 del Testo Unico n. 3/1957 dispone che ogni determinazione di carattere disciplinare debba essere sospesa quando i fatti siano oggetto di esame in sede penale per garantire la presunzione di innocenza dei pubblici funzionari e per evitare decisioni illogiche e contrastanti. La prego pertanto di prendere atto di tale disposizione di legge, che ha peraltro fondamento nella Costituzione della Repubblica, facendone stato integralmente ed oggettivamente presso i suoi lettori. Ogni altra considerazione in proposito è attribuibile esclusivamente alla sua personale responsabilità. 

2. Signor Fernando Grassi.

Questo Ministero è ovviamente ben a conoscenza del provvedimento giudiziario restrittivo emesso dalle Autorità del Nicaragua a carico del Grassi nel dicembre 2005. Le faccio presente, al riguardo, che il rapporto di lavoro del Signor Grassi con l’Amministrazione degli Esteri all’epoca era già stato sospeso, ed è stato poi definitivamente risolto nel mese di giugno 2006.

3. Signor Alfonso Giordano.

A seguito delle segnalazioni delle Autorità del Salvador, il Giordano è stato richiamato al Ministero nel mese di ottobre 2004 e l’Amministrazione è in attesa dell’esito del procedimento penale in corso. Il Ministero ha peraltro già autonomamente deciso di costituirsi parte civile in tale procedimento per il grave danno all’immagine causato dal comportamento del dipendente presso le Autorità locali e presso il pubblico in generale. Dagli atti in possesso dell’Amministrazione non constano, allo stato attuale, elementi di responsabilità a carico di altri dipendenti del Ministero.

Oltre ad esigere da Lei la rettifica delle notizie incomplete, erronee o distorte da Lei rese pubbliche sotto sua responsabilità, riportando correttamente ed integralmente i termini che Le ho appena illustrato sui diversi casi, devo formalmente diffidarLa, con effetto immediato, dal continuare ad utilizzare gli indirizzi web www.ambasciataitaliainbrasile.com e www.michelevalensise.com. L’utilizzo di tali denominazioni costituisce infatti lesione del diritto all’identità delle persone fisiche e dei pubblici uffici. La informo inoltre che queste sue iniziative sono state segnalate alla Procura della Repubblica ed al Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni. La invito conseguentemente a cessare la pubblicazione in Internet di tali siti web e ad astenersi dal formulare, nella sua foga di giustizia sommaria, accuse di cui solo le Autorità giudiziarie costituite sono preposte a valutare l’eventuale fondatezza. In caso contrario La prego di considerare che esse costituiscono iniziative francamente diffamatorie ed oltraggiose nei confronti di persone e di Istituzioni.

Distinti saluti.

Il Capo del Servizio Stampa e Informazione

Min. Plen. Pasquale Ferrara


farnesina2Signor Ministro Pasquale Ferrara,

desidero innanzitutto ringraziarla per il suo contributo e per aver deciso di rompere il silenzio. Per praticità e per non confondere i lettori, le rispondo punto per punto.

1. Ambasciata a Brasilia.

Con riferimento alla vicenda relativa alla querela da me presentata nei confronti di funzionari dell’Ambasciata a Brasilia, continuo a insistere che l’art. 117 del Testo Unico n. 3/1957 dispone che ogni determinazione di carattere disciplinare debba essere sospesa quando i fatti siano oggetto di esame in sede penale per garantire la presunzione di innocenza dei pubblici funzionari, però non esime l'Amministrazione dal dovere morale e legale di smentire un documento falso, che lede l'immagine di un cittadino italiano arrecando gravi danni. Non so dove avevate messo la Costituzione della Repubblica durante i mesi che ho reclamato per via amministrativa il falso e l'abuso. Il fatto é gravissimo: avete presentato un documento attestante il falso sul mio conto. Questo é comprovabile facilmente nel casellario giudiziario ed é dovere dell'amministrazione farlo. Continuo ad esigere una rettifica ufficiale, mentre per via giudiziaria verranno appurate le responsabilitá e i danni arrecati.

2. Signor Fernando Grassi.

Se il Ministero era: “ovviamente ben a conoscenza del provvedimento giudiziario restrittivo emesso dalle Autorità del Nicaragua a carico del Grassi nel dicembre 2005”, perché il MAE non ha preso le dovute misure in tempi brevi?

3. Signor Alfonso Giordano.

Anche qui direi che il fatto che “il Ministero, ha peraltro già autonomamente deciso di costituirsi parte civile in tale procedimento per il grave danno all’immagine causato dal comportamento del dipendente presso le Autorità locali e presso il pubblico in generale”, come da lei asserito, ci sembra alquanto tardivo, specie visto che non lo aveva ancora fatto nell'udienza del 26 aprile scorso, quindi é evidente che la decisione é stata presa dopo la pubblicazione dell'inchiesta di Investire nel Mondo. Penso che il fatto si commenti da solo. Poi se é tutta colpa del Giordano che tra l'altro non capiamo come abbia fatto a imbarcare merci in containers destinati ad altri funzionari "ignari" (che sicurezza!), perché dopo la data della nota verbale della Segreteria di Stato di El salvador gli é stato rinnovato il visto diplomatico fino all'agosto 2006, sul passaporto blu di servizio? Poi mi sembra (ma vorrei che lo smentisse ufficialmente se la notizia non é vera) che proprio in questi giorni il MAE ha versato al Giordano 40 mila euro di risarcimento. Con che tipo di fondi? Ed infine che sta facendo il MAE per recuperare questi soldi dei contribuenti?

In relazione alla sua esigenza di rettifica delle "notizie incomplete, erronee o distorte da Lei rese pubbliche sotto sua responsabilità, riportando correttamente ed integralmente” siamo sempre a vostra disposizione, però mi sembra che sia il MAE a cercare di distorcere i fatti. Sull'utilizzo poi degli indirizzi web www.ambasciataitaliainbrasile.com e www.michelevalensise.com., desidero precisare che i domini sono stati registrati dal nostro editore in rispetto delle leggi internazionali. L’utilizzo di tali denominazioni non può costituire una lesione del diritto all’identità delle persone fisiche e dei pubblici uffici in quanto in essi vengono riportati fatti veri, con amplio supporto di documenti ed é ben precisata la proprietà degli stessi, non potendo trarre in inganno il lettore. Altresì sono contento che ha mobilitato la Procura della Repubblica ed al Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Per me può anche mobilitare l'esercito, se pensa che le possa essere utile. Se vi sentite lesi rivolgetevi alle autorità competenti che é l'ICAN e saremo ben lieti di controbattere la vostra posizione nel preposto Tribunale Arbitrale negli Stati Uniti . Sull'invito ad “astenersi dal formulare, nella sua foga di giustizia sommaria, accuse di cui solo le Autorità giudiziarie costituite sono preposte a valutare l’eventuale fondatezza”, desidero precisare che nessuno sta cercando “giustizia sommaria', al contrario cerchiamo di evitare che vengano insabbiati fatti gravissimi commessi da funzionari nell'esercizio delle proprie funzioni. Fatti che la pubblica amministrazione non ha commentato ed ha lasciato nell'oblio delle lungaggini giudiziarie, con una evidente omissione dei doveri d'ufficio specie nell'Ispettorato del MAE.

A parte i fatti che mi riguardano personalmente, su cui ho espresso accuse precise e dettagliate, ribadite con denunce pubbliche e penali, sia in Brasile che in Italia, ogni qual volta che ci siamo accinti a pubblicare una notizia abbiamo chiesto precisazioni all'Ufficio Stampa che ha sempre passato la palla ad altri uffici.  Nonostante tutto ció, Investire nel Mondo che é edito a Panama e quindi non soggetto alla legislazione italiana, per correttezza d' informazione e per rispetto ai nostri lettori, ha comunque dato spazio alla Sua missiva, permettendoLe di esercitare il diritto di replica, ma non il diritto di rettifica sancito in Italia dall'articolo 8 della legge sulla stampa n. 47 del 1948 e dagli artt. 42 e 43 della legge 416 del 1981, in quanto le notizie riportate non sono inesatte.

dalemausaA tale proposito approfitto per chiederle che misure siano state prese dal MAE in relazione alla denuncia effettuata presso la Procura della Repubblica di Roma per la “possibile” scomparsa di una cinquantina di passaporti dalla nostra rappresentanza diplomatica in Nicaragua e se é vero che i registri sono stati alterati. Questa notizia sappiamo che sta a cuore anche ai servizi segreti americani, visto che dall' 11 settembre 2001 il paese é considerato a rischio ed é stato segnalato come possibile rifugio di fiancheggiatori di Al Qaeda.

Giovanni Caporaso

Direttore

Ultimo aggiornamento ( martedì 03 luglio 2007 )
 
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