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Il mercato dell’oro
di Giovanni Caporaso
L’oro, quel blando metallo prezioso, di color giallo che normalmente si trova in natura nello stato puro e che per molti é l’elemento più bello di tutti, provoca non poche polemiche all’ora di valutare il suo valore reale, l’importanza e la sua utilità nel sistema finanziario mondiale. Dal 2001, il prezzo di mercato dell’oro in lingotti e monete, in dollari USA, é aumentato notevolmente, al contrario delle azioni in borsa. Perciò, possedere riserve fisiche di questo metallo sembra essere una idea intelligente. La differenza tra l’oro e le azioni costituisce una delle nuove tendenze di mercato che si sono consolidate negli ultimi 9 anni. La probabilità che tali tendenze varino non é molto alta.
A partire dal 2005, l’incremento della quotazione dell’oro in lingotti e monete é stata importante, quindi, tecnicamente parlando, ci si può riferire a una “forza relativa” del metallo. Mentre il valore di cambio tra le monete (specialmente euro - dollaro) sono sempre più instabili, l’oro é diventato un veicolo d’investimento stabile. In genere per investire in oro, si acquista oro in lingotti o monete d'oro.
Non bisogna dimenticare che, all’ora di dare uno sguardo più completo al mercato dell’oro, è necessario considerare che la crisi finanziaria che si é accentuata nel 2008 é stata accompagnata dalla tendenza alla deflazione. Quasi tutte le azioni, gli immobili e addirittura le materie prime (commodities), sono arrivati al loro punto storico più basso. L’oro, invece, si trova all’altro estremo, nella sua quotazione più alta e questa tendenza non accenna a variare, almeno in un futuro immediato.
Una caduta dei prezzi dell’oro dai 1212 dollari USA attuali (per onza = 28.3495 g) fino ai 700 in un anno potrebbe essere possibile, come potrebbe darsi anche un aumento da i 1212 fino ai 1300; ma entrambe queste variabili sono consone alla tendenza storica, ciò nonostante, è necessario osservare la relazione dell’oro con altri cambi monetari.
Senza dubbio, la durabilità e universalità dell’oro prospetta una autorità monetaria che nessun’altra moneta possiede, ragione per cui la tendenza è di acquisire forti riserve di oro fisico. Non esiste, virtualmente, nessun’altra forma di inversione che sia allo stesso tempo anonima, portabile e accettata a livello mondiale come metodo di pagamento, come l’oro. Forse molti dubitano dell’oro, visto che in passato, la detenzione da parte di privati cittadini é stata proibita; ma questo, ormai, fa parte del passato. Al giorno d’oggi non ci sarebbe un governo con la capacità di proibire la detenzione dell’oro. Un intervento globale é improbabile e difficilmente attualizzabile. L’oro è da sempre riconosciuto come il miglior bene rifugio nei momenti di incertezza economica.
Diversi paesi stanno addirittura ritornando al passato, proponendo un cambio della propria valuta basato sull’oro (dinar d’oro) o hanno aperto l’ accesso privato al mercato dell’oro (China). La tendenza è al ritorno della riserva monetaria, ossia una quantità di metallo prezioso o altro bene che l'emittente di una moneta tiene come garanzia delle banconote stampate, non come accade ora che le monete sono emesse contro il debito di uno Stato. La riserva aurea è la tesaurizzazione di risparmi sul reddito nazionale o PIL, di una parte della ricchezza nazionale prodotta, non destinata ai consumi o agli investimenti, che sono gli altri 2 impieghi possibili. Il proprietario della riserva aurea possiede un controvalore per coniare una moneta non garantita dal corso forzoso.
Il corso forzoso é la non convertibilità tra la moneta e l'equivalente in metallo prezioso (solitamente oro e/o argento) in un sistema monetario bilanciato sul valore dell'oro (sistema aureo).
La decisione di imporre il corso forzoso alla moneta, venne presa in Italia nel 1866 e durò fino al 1881, per essere poi reintrodotto il 21 febbraio 1894. La Banca Nazionale del Regno d'Italia venne obbligata a concedere al Tesoro un mutuo di 250 milioni di lire al tasso agevolato dell'1,5% in cambio del riconoscimento del corso forzoso per biglietti emessi dalla banca stessa. Mente a livello mondiale il cambio del sistema aureo a quello attuale venne iniziato con l'adozione, degli accordi di Bretton Woods del 1944, che prevede che i deficit commerciali vengano compensati con flussi di capitali provenienti dai paesi in surplus. In pratica il deficit statale viene finanziato emettendo moneta in misura superiore alle riserve di metallo prezioso possedute dall'istituto bancario senza con questo procedere alla svalutazione della moneta. Il mercato reagisce, tuttavia, con una perdita di valore della moneta. La conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal 1° al 22 luglio 1944 nell'omonima cittadina appartenente alla giurisdizione della città di Carroll (New Hampshire, USA), stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. Le basi politiche degli accordi di Bretton Woods vanno cercate nella forte presenza dello stato nell’ economia (banche e industria, sia in USA e URSS che in tutto il mondo industrializzato) e nella confluenza di circostanze chiave: le comuni esperienze negative degli stati nella grande depressione, la concentrazione di potere in un determinato numero di stati, la presenza di un potere dominante disposto ad assumere un ruolo di direzione/coordinamento ed in grado di svolgere tale ruolo. Il mercato dei cambi era ancora però legato all’oro. Fino all'inizio degli anni 70, il sistema fu efficace nel controllare i conflitti economici e nel realizzare gli obiettivi comuni degli stati, sempre con le stesse immutate condizioni che l'avevano generato.
La grande svolta avvenne in concomitanza alla guerra del Vietnam, che fece aumentare fortemente la spesa pubblica americana e mise in crisi il sistema di fronte all'emissione di dollari, al crescente indebitamento americano, e all’aumento delle richieste di conversione delle riserve in oro. Ciò spinse il 15 agosto 1971, a Camp David, il presidente statunitense Richard Nixon, ad annunciare la sospensione della convertibilità del dollaro in oro. Le riserve americane si stavano pericolosamente assottigliando. Questo è stato l’inizio delle crisi finanziarie che si ripercuotono fino ad oggi.
L’oro fisico però, è ancora oggi un metodo per conservare potere monetario, come prevenzione alle crisi economiche e ai possibili sussulti finanziari. Investire in oro, monete d'oro o lingotti d'oro, sembra essere l'ultima tendenza.
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