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Il rischio di super-poteri senza controlli
di Orazio Carabini
La questione è stata discussa a lungo nei lavori preparatori del dd sulle authority. E la domanda che veniva ripetutamente posta dai politici e dagli esperti era: "Il Saf (Servizio di Analisi Finanziaria) deve avere funzioni investigative?". La risposta era inevitabilmente: "No, perché altrimenti non potrebbe stare nella Banca d'Italia".
Si è arrivati così alla scelta del Governo con la soppressione dell'Uic, tutte le sue attuali funzioni saranno trasferite alla Banca d'Italia. Comprese quelle sull' anti-riciclaggio che gli sono state assegnate alla fine degli anni 80 per un incidente della storia. Con la liberalizzazione valutaria, infatti, l'Uic si doveva trovare una missione: si decise allora di sfruttare le sue competenze per contrastare i fenomeni di riciclaggio.
Che cosa deve fare l'Uic oggi e dovrà fare il Saf domani? Lo dice il nome che è stato scelto per la struttura: servizio di analisi finanziaria. Il Saf deve monitorare e segnalare l'utilizzo anomalo di certi strumenti, basandosi sul flusso di informazioni che riceve dalle banche. "Il Saf - spiega un autorevole banchiere - deve limitarsi a capire qual'è lo schema truffaldino e segnalare che esistono, per esempio, triangolazioni sospette tra le Cayman, Montecarlo e l'Italia". Con nomi e cognomi? "La questione è delicata perché anche le transazioni sospette potrebbero rivelarsi lecite. E comunque è sbagliato che il Saf parta dai nomi". Il rischio però è che si utilizzi questa struttura proprio puntando alle persone, senza avere le delle prove, per vedere "se salta fuori qualche cosa". Può succedere, infatti, che un procuratore abbia dei sospetti su Mario Rossi: soffiate, intercettazioni, deposizioni di testimoni. Gli servono delle prove e chiede all'Uic-Saf di vedere che cosa risulta dai movimenti bancari di Mario Rossi. Senza dover perdere tempo con le complesse procedure che permettono ai magistrati di verificare direttamente presso le banche i conti degli indagati. Qualcuno pensa, o almeno ha pensato, che il Saf potesse diventare una sorta di Fbi con il vantaggio di essere inquadrato, sia pure con molta autonomia, dietro la Banca d'Italia. Il che comporta retribuzioni migliori che in qualsiasi altra struttura pubblica e, appunto, una maggiore facilità di dialogo con le banche. Negli altri Paesi europei le strutture equivalenti al Saf non fanno parte della banca centrale. Sono un'agenzia autonoma o stanno all'interno di qualche ministero. In Italia la soluzione di lasciare l' anti-riciclaggio nell'Uic anche dopo il trasferimento alla Banca d'Italia non ha incontrato obiezioni politiche. La stessa Banca d'Italia non avrebbe fatto nulla per evitare questa conclusione, anzi. Soluzioni diverse, come il passaggio alla Guardia di Finanza o la trasformazione in una sorta di Dia, non sarebbero state gradite. Ed è facile intuire il perché le banche non avrebbero certo fatto i salti di gioia al pensiero di avere nugoli di finanzieri in giro per i corridoi.
"Perché alla Banca d'Italia? C'è un problema di dimestichezza, di conoscenza dell'oggetto vigilato - spiega un esperto che ha partecipato alla stesura del ddl. -. Il Saf sarà "vicino" alla Vigilanza e avrà un'immagine più tranquillizzante per le banche".
Fonte: Il Sole 24 Ore
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