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La guerra sporca di Michele Valensise, Inchiesta Ministero Esteri PDF Stampa E-mail
Scritto da Franco Russo   
sabato 12 maggio 2007

michelevalensiseInchiesta Ministero degli Esteri 4

La guerra sporca di Michele Valensise

Di Franco Russo

 

 

 

L'ambasciatore d'Italia in Brasile, Michele Valensise é stato querelato dal giornalista Giovanni Caporaso per omissione dei doveri d'ufficio, mentre un altro funzionario dell'Ambasciata é stato denunciato per falso in atto pubblico. L' ambasciata ha presentato una lettera che attesta il falso alle autoritá brasiliane nell intento di screditare l'autore dei due polemici libri "Cambiare identitá é possibile, ecco le prove" e "Come pagare Zero tasse".

Il complotto contro il giornalista e titolare di uno studio legale a Panama, sarebbe partito per ordine del Ministero degli Interni e coperto dall'Ambasciata d'Italia in Brasile. Le querele sono scattate quando Caporaso é riuscito ad ottenere informalmente la copia della documentazione falsa presentata da un funzionario dell'Ambasciata alla Polizia Federale Brasiliana. Nonostante la gravitá dei fatti il Ministero degli Esteri ha coperto i due funzionari e ha fatto a "scarica barile" con l'inchiesta amministrativa, sperando nelle lungaggini giudiziarie (vedere la  lettera del Ministero degli Esteri del 14/02/2007) ed appigliandosi ad una legge del 1957 che sospende l'azione disciplianare quando subentra quella penale (vedere la  lettera del Ministero degli Esteri del 22/03/2007).
Non é la prima volta che l'Ambasciata d'Italia in Brasile invece di aiutare i nostri concittadini li residenti opera a loro danno o per omissione. L'Ambasciatore Michele Valensise non ha commentato i fatti. La vicenda potrebbe sfociare in un incidente diplomatico a tale riguardo visto che sará imbarazzante per l'Ambasciatore Valensise spiegare alle autoritá brasiliane perché sono stati presentati i documenti falsi riguardo al giornalista. Nella prossima puntata lo stesso Giovanni Caporaso racconterá tutti i dettagli della vicenda e pubblicheremo le prove della farsa del Mae.

CHI É L'ARTEFICE DELLA GUERRA SPORCA

michelevalensiseL'Ambasciatore Michele Valensise é laureato in legge ed é stato dal settembre 2001 a nvembre 2004 capo dell'Ufficio stampa del Ministero degli Esteri e portavoce del Ministro, quindi é un giurista e ottimo comunicatore. Sicuramente non é una persona che fa gaffe involonatarie e il suo accanimento a non presentare le dovute scuse per qusta infamia significa che gli ordini (e le coperture) vengono dall'alto. Sicuramente il procedimento parcheggiato alla Procura della Repubblica di Roma non gli togli il sonno e si aspetta un'archiviazione dopo la prescrizione. Perfortuna che ora esiste anche una Corte Europea a cui sia lui che il Governo italiano dovranno rispondere. In Brasile sa bene che é inattaccabile visto che é coperto dall'immunitá diplomatica.

COME OPERA IL CORPO DIPLOMATICO D'ITALIA IN BRASILE

embaixadaE I CONSOLATI CHE FANNO?

• “Trafficante di animali esotici arrestato aeroporto di Manaus”. Era un turista che stupidamente voleva portarsi a casa 8 pesci esotici. Stupido va bene, ma doveva proprio farsi 2 mesi di carcere e pagare una multa di 25 mila dollari?

• “Pedofilo italiano commercializzava foto di minori in internet”. Altro stupido che faceva foto alle ragazze nude per mostrarle agli amici nella sua pagina web personale. Anche lui finisce in carcere e sui giornali, in Brasile ed in Italia. Il soggetto é di famiglia agiata, non commercializzava le foto e non é un pedofilo,  é stato denunciato da una 19 enne che ha dichiarato che fu lui ad incamminarla alla prostituzione quando aveva 17 anni. I residenti che la conoscono giurano che fa il mestiere da quando aveva 15 anni. L’italiano non ha voluto dargli una buona uscita e sono scattate le manette ed il circo dei giornali.

• Notizia di Natale: “Sei italiani arrestati per stupro, traffico di droga, possesso di armi bianche”. Si tratta di sei ragazzi che stavano facendo una festa d’addio, con un po di ragazze, alcol e qualche spinello. Non hanno pagato una prostituta e da li é scattata la denuncia di stupro (arresto in flagrante). Sono stati trovati con 6 grammi di marijuana e il coltello per tagliare la carne (arma bianca).

Certamente non voglio starli a difendere, ma é giusto che siano finiti, in mutande (letteralmente) in prima pagina del giornale per non aver pagato una prostituta? Certo una lezione se la meritavano, ma a tutto c’é un limite.

Di esempi cosí ne potrei fare a decine.

Cosa c’entra tutto questo con vivere e investire in Brasile? Beh, nulla, di stupidi ne é pieno il mondo, ma qui sta diventando troppo facile diventare gli stupidi di turno. Ormai questo tipo di denunce sono diventate un sistema organizzato d’estorsione verso gli stranieri ordito da ragazze, poliziotti corrotti ed avvocati compiacenti. I casi di stranieri trovati in “flagrante” con ragazze “minorenni” é diventato all’ordine del giorno, solo che queste ragazze hanno documenti che attestano più di 18 anni,  che poi, ad un controllo tutt’altro che casuale, risultano falsi (lo sarranno poi?). La maggior parte di questi casi non finisce sul giornale perché si risolve con una compensazione, quelli che si rifiutano vengono arrestati e sbattuti in prima pagina sul giornale. Poi quando un italiano da fastidio commercialmente a qualcuno, arrivano le denuncie anonime e con queste i controlli di tasse, polizia civile e polizia federale. L’altra “caccia” é allo straniero senza passaporto, quindi dovrete scegliere tra farvi rubare il passaporto in discoteca o prendervi una multa di 500 reali (un salario e mezzo!). Un sistema per ovviare questo esiste, ed é di fare una copia del passaporto e del formulario d’entrata dove é segnato il periodo che vi é stato concesso ed autenticarla presso un notaio, ma quando i poliziotti sono a caccia di soldi non lo accettano per buono. . I Consolati e l’Ambasciata non fanno nulla. Non reclamano contro arresti abusivi “per indagini” (il fermo di polizia che qui dura 5 giorni e può essere prorogato dalla polizia con scuse fittizie), perquisizioni senza mandato e accuse campate in aria. L’ Ambasciatore Michele Valensise tace o fa orecchie da mercante, i consoli non hanno poteri (magari hanno ordini superiori), il Ministero non risponde. Magari al nostro governo non fa piacere che l’ italiano medio vogliano sfuggire alla morsa delle tasse e venga in Brasile a trovarsi un posto al sole. Ma non solo, l’Ambasciata fa anche guerra sporca con disinformazione e isola i piccoli imprenditori. In fondo coloro che dovrebbero difenderci e rappresentarci all’estero auspicano che in Brasile sbarchino solo le grandi imprese, dei piccoli che vogliono mettere su un’attività con i loro risparmi non gliene importa nulla. Poi perché mai l' Ambasciata accetta che l'imagine degli italiani in Brasile sia quella di ex galeotti e pedofili? Qui ci sono persone serie che lavorano, si sono costituite una famiglia e portano alta la bandiera dell'Italia, non come nella nostra Ambasciata dove é ammainata ormai da tempo.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 giugno 2007 )
 
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