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Ministero degli Esteri - Inchiesta 9
Perché parliamo di "guerra sporca"nel caso dell'attacco contro la mia persona
di Giovanni Caporaso
Ovviamente se si fosse trattato di un "errore" l'Ambasciatore avrebbe provveduto a "ripararlo" al piú presto, visto che tra le sue funzioni vi sono quelle di rappresentare e proteggere i cittadini italiani. Inoltre perché sarebbero state richieste informazioni inerenti al Casellario Giudiziario, al Ministero degli Interni e non alla Procura della Repubblica competente, come stabilito dalla legge italiana? E se non lo ha fatto l'Ambasciatore perché la Farnesina non ha rettificato il documento falso?
Ma andiamo per gradi, in modo da capire, per quanto possibile, (io stesso ancora non li ho capiti del tutto) i fatti.
Un bel pomeriggio irrompono nel mio ufficio due uomini armati che, davanti a 4 testimoni sbigottiti, mi dichiarano in arresto. Ordine d'arresto? Inesistente al momento. Accusa: nessuna. Il mio timore é che i due uomini armati che si sono identificati come agenti della polizia federale brasiliana mi "piazzino droga o qualcosa del genere" a casa o in ufficio. Per fortuna le persone presenti si allertano, arriva un avvocato, la stampa e poi quasi due ore dopo, il Commissario (Delegato) che ha con se il mandato di cattura e ordine di perquisizione freschi di firma del giudice.. Spiega alla stampa che si tratta di un'indagine per falsificazione. Infatti i perspicaci investigatori dicono di aver trovato su internet un servizio sulla falsificazione di documenti in Brasile. La parte di Reportage di un'inchiesta che poi ha dato vita al libro "Cambiare identitá é possiblile. Ecco le prove" edito dalla Expats Ebooks . Il castello di paglia ovviamente crolla subito e tutto sembra, all'inizio, una grande gaffe della Polizia Federale (PF) brasiliana. Ci sono voluti vari mesi per scoprire invece le prove della "guerra sporca" di cui parliamo. Secondo la PF le indagini sono partite da una denuncia scritta. Lo strano é che non si sono scomodati a verificare l'identitá de denunciante che é poi risultato inesistente. Poi come mai non hanno verificato il contenuto del reportage? Solo dopo vari mesi, un nostro avvocato che pressionavo per capire cosa stava succedendo mi disse: "Giovanni perché non mi ha detto che in Italia aveva subito una condanna penale?". Dalla mia espressione sbalordita, l'avvocato capisce che c'é qualcosa di strano e continua: "mi era sebrato strano che non mi avessi detto nulla e visto che non posso fare copie dell'inchiesta perché é coperta da segreto istruttorio, ho fatto le foto dei due documenti". Con mio grande stupore alle pagine 105 e 106 del fascicolo c'é un documento diffamatorio e attestante il falso presentato dall'Ambasciata d'Italia in Brasile e allegato all'inchiesta della polizia brasiliana. Ecco dimostrato il falso presentato dal governo italiano. Ma perché é iportante questo documento? Per il semplice fatto che nessun giudice avrebbe spiccato un mandato di cattura, anche se preventivo, in base ad una farneticante indagine su un giornalista straniero, se questi non avesse precedenti penali (che ovviamente non ho), aggravato dal fatto che se il documento presentato dall'Ambasciata d'Italia fosse veritiero, avrei commesso un atto di falsificazione presentando un Certificato Penale con "nulla consta" al mio ingresso nel paese. Altri fatti strani da segnalare sono: 1) se la PF voleva indagare sul reportage perché non mi ha semplicemente citato?, 2) perché si sono affrettati a richiedere un ordine di cattura al magistrato senza tener conto che io sono entrato nel paese con un regolare visto in qualitá di corrispondente di un giornale estero? 3) come puó l'Ambasciata fare un simile errore?
Ovviamente all'inizio ho pensato che si trattasse di omonimia, di un errore, di uno scambio di fascicoli e come ogni cittadino avrebbe fatto ho contattato l'Ambasciata chiedendo spiegazioni. Al principio sono stati gentili e mi hanno risposto che avrebbero provveduto a fare un'indagine. Passa un mese, passano due mesi e non ricevo risposta. Inizio a sollecitare. Mi rispondono che stanno indagando. passa il terzo mes e ancora nulla. A questo punto minaccio di passare alle vie legali. Da parte dell'Ambasciata nessun segnale. Parallelamente inizio a reclamare all'Ispettorato del Ministero degli Esteri e all'Ufficio IV per gli italiani all'estero. L'Ambasciata, intanto, inizia ad ignorarmi e a cancellare i miei messaggi: Your message To:embitalia Subject: Fw: Giovanni Caporaso - Manaus Sent: Wed, 2 Aug 2006 17:01:54 -0300 was deleted without being read on Thu, 3 Aug 2006 09:07:27 -0300. Procedo a questo punto ad innoltrare due querele, la prima contro Riccardo Guariglia, Addetto consolare presso l'Ambasciata d'Italia in Brasile e ignoti eventualmente coinvolti nei fatti, in base agli articoli 323, 326, 367, 368, 371 bis, 374 bis, salvo che il fatto costituisca più grave reato; la seconda in data 21 ottobre 2006. ai sensi dell' Art. 328 c.p. contro Michele Valensise, Ill.mo Sig. Ambasciatore d'Italia in Brasile e ignoti eventualmente coinvolti nei fatti, salvo che il fatto costituisca più grave reato per omissione dei doveri d'ufficio. Dal Ministero neanche giunge una risposta e decido di scrivere al Ministro. La risposta, curiosamente, arriva dall'ambasciata, ovvero dai querelati (che ironia). Ma almeno confermano le querele, ma sicuramente sperano nella prescrizione. Perfortuna c'é anche una Corte Europea! Chi sa se tra un po' si potrá rinunciare alla cittadinanza italiana per "vergogna".
Ho scritto ripetutamente al Ministro e Vice Premier, On. Massimo D'Alema che sicuramente ha cose piú importanti da fare che stare a sentire un italiano che é stato diffamato dal suo Ambasciatore, ho scritto e chiamato il Senatore Edoardo Pollastri
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"la voce degli italiani all'estero" a cui probabilmente fa piú comodo stare zitto e farsi amici a Palazzo Madama. Ma perché tanto accanimento? Pensano forse di spaventarmi con queste minacce? Magari il messaggio é: "la prossima volta sará peggio". Possibile che dei semplici libri facciano cosí paura?
L' unica rispota ufficiale (a parte quella dei querelati) é stata, per ora, quella del Cons. Leg. Marco Villani, dell' Ufficio Stampa e Informazione del Ministero degli Esteri (una volta diretto dall'Ambasciatore Michele Valensise), che l'11 dicembre scorso ha risposto: "Con riferimento alla Sua comunicazione del 7 e 8 dicembre scorsi, desidero assicurarLe di aver inoltrato le stesse al competente Ufficio di questo Ministero: Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie – Ufficio IV e-mail:
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, e all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, per gli opportuni seguiti". Purtroppo, caro Cons. Villani nessuno fa nulla. Il superiore di un Ambasciatore é solo il Ministro! Poi, appigliandosi ad una legge del 1957 che sospende l'azione disciplianare quando subentra quella penale (vedere la lettera del Ministero degli Esteri del 22/03/2007) il caso é stato chiuso.
Il 09/02/2007 é stata presentata una denuncia penale alle autoritá brasiliane per falso in atto pubblico e richiesto che venga aperta un'inchiesta. Aspettiamo gli sviluppi.
E D'ALEMA PERCHÉ NON RISPONDE?
Ill.mo Sig. Ministro degli Esteri
On. Massimo D'Alema
Ë la seconda volta che le scrivo. All'ultima mia supplica ha risposto l'Ambasciata, a nome del Ministro, dicendo che devo attendere gli esiti delle querele presentate. Quindi oltre all'offesa subisco la beffa che il querelato risponde ad una mia supplica al Sig. Ministro.
Ora mi chiedo: il fatto gravissimo che un'Ambasciata consegni alle autorità brasiliane un documento falso non è punibile in Italia? Sto richiedendo da vari mesi un'inchiesta amministrativa e non ottengo nulla. L'Ispettorato, Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie – Ufficio IV e l'Ufficio Relazioni con il Pubblico si sono detti “non competenti”. Di chi è di competenza l'abuso di un Ambasciatore?
Giovanni Caporaso
Nota: Signor Ministro puó rispondere cliccando sull' mio nome
La guerra sporca di Michele Valensise, Inchiesta Ministero Esteri
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