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Ministero degli Esteri - Inchiesta 6
Orecchie da mercante
di Giovanni Caporaso
Non si capisce perché il Mae continua a fare "orecchie da mercante"alle proteste e denuncie dei cittadini e degli stessi comites. L'ispettorato, per quanto ne sappiamo, non ha preso nessuna iniziativa in relazione alle denunce di Investire nel Mondo sui del rilascio di ”passaporti facili” da parte dell'Ambasciata d'Italia in Salvador durante la gestione dell'ambasciatore Roberto Falaschi e non ha risposto sullo scandalo degli Otto bidoni di prodotti chimici per produrre Crack in un container del MAE" (vedere links a fine pagina). Intanto dagli Stati Uniti, arrivano nuove accuse contro l'attuale gestione di Roberto Falaschi, oggi Console Generale a San Francisco.
Il 21 maggio scorso, il Comites di San Francisco ha inoltrato al Ministero degli Affari Esteri un esposto nel quale si evidenziano "le gravi inefficienze del Consolato Generale di San Francisco e il conseguente disagio arrecato dai disservizi agli utenti". Lo rende noto il Comites stesso, ed é stato rilanciato dall'agenzia www.agenziaaise.it. Il Comites precisa che la decisione di inviare l'esposto "è maturata dopo una dettagliata e completa analisi delle numerosissime segnalazioni di disservizi, inviate sia da cittadini italiani che da parte di residenti nella circoscrizione consolare di San Francisco di ogni estrazione. A rafforzare i risultati derivati dalle segnalazioni dei nostri connazionali, è stato anche l'esito di una petizione iniziata dall'Associazione www.ItaliaSeattle.com che, con la raccolta di numerose firme e commenti, ribadendo il grave stato di inefficienza e le enormi lacune nella prestazione dei servizi base del Consolato Generale di San Francisco". L'esposto, precisa il Comitato, identifica nei particolari tali deficienze e chiede l'intervento urgentissimo del Ministero degli Affari Esteri, "intervento atto a ristabilire, in tempi brevi, ed a un livello di funzionamento efficiente e professionale, tutti i servizi consolari ai quali sia gli italiani all'estero che i cittadini americani e stranieri hanno diritto". Il Comites da parte sua ha raccolto le lamentele degli utenti interessati e si è fatto portavoce degli stessi per denunciare il grave stato di cose e far luce sui problemi che si sono creati all'interno del Consolato Generale "e che recano un grave disagio alla nostra collettività. L'esposto contiene anche suggerimenti e proposte tendenti a facilitare la soluzione dei problemi a breve scadenza.
In considerazione della situazione attuale, il Comites "si augura che all'esposto sia prestata la dovuta attenzione e si trovino delle soluzioni immediate a questo grave problema, soluzioni urgentemente richieste dalla intera collettività italiana di questa vastissima circoscrizione consolare". Ancora piú decise le proteste presentate in una lettera aperta indirizzata al Ministro D’Alema, al Vice Ministro Danieli e all’Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Castellaneta firmata da Sergio Girotti, portavoce di "Nuovi Pensieri", gruppo appena nato che ha lo scopo di aiutare i nuovi giovani italiani residenti nella circoscrizione ad un più facile inserimento nella realtà locale e di promuovere occasioni di condivisione di interessi culturali e di attualità. Nella missiva viene reclamato: "Siamo purtroppo costretti a rivolgerci alla Sua autorevole persona per farLe presente che la nostra Rappresentanza preposta a San Francisco offre all’utenza servizi di scarsa affidabilità ed addirittura a volte di totale assenteismo, esasperando in tal modo il pubblico e deludendone le aspettative: risulta molto difficile parlare con il Consolato Generale, in quanto nessuno risponde al telefono tranne per il numero di emergenza 999 0094 dove risponde costantemente un certo Signor Marino." Nella lettera, "Nuovi pensieri" denuncia: "il servizio allo sportello è deludente e disastroso, i tempi di attesa sono lunghi e la sede del nostro Consolato mal si presta per la ricezione adeguata del pubblico. Ci rendiamo ben conto – si legge nella lettera - delle difficoltà in cui opera il Consolato Generale; chi vi lavora all’interno pur percependo uno stipendio per offrire i servizi istituzionalmente previsti, non si sforza per migliorare i rapporti con i connazionali che hanno pur diritto ad essere aiutati. Non è possibile che nel 2007, nell’area tecnologicamente più evoluta degli Stati Uniti, ove hanno sede le più prestigiose aziende informatiche (Silicon Valley) vi sia un Consolato Generale che "non funziona", ove i tempi di attesa per risolvere una qualsiasi pratica sono "biblici" senza possibilità di miglioramento, almeno con l’attuale gestione". E continua: "A questo punto sarebbe forse meglio chiudere il Consolato Generale di San Francisco, piuttosto che dover sopportare una gestione del genere che certamente non giova all’Italia ed alla sua immagine: l’Ufficio Commerciale che dovrebbe curare i rapporti economicamente importanti con la madrepatria è inesistente, in quanto spoglio di attività commerciali costruttive ed incentivanti che dovrebbero rilanciare il buon nome della madrepatria e dei suoi prodotti, anche tecnologici del settore".
Il Console Generale Roberto Falaschi, oltre al suo stipendio, riceve 19 mila euro esentasse di ISE (Indennitá Speciale Estero), ma come giá faceva in passato si preoccupa piú dei suoi affari che dei nostri connazionali. Investire nel Mondo, vista l'assenza di risposte da parte degli organi competenti all'interno della Farnesina insiste nella proposta della preposizione di Magistrati al vertice dell’Ispettorato Generale del Ministero degli Affari Esteri. Il ministro é in barca o occupato forse nelle guerre. I cittadini che pagano gli stipendi (vedere articolo sugli stipendi dei paralamentari) sono abbandonati a se stessi!
Articoli anteriori:
Ordine di cattura contro diplomatico italiano in Nicaragua
Otto bidoni di prodotti chimici per produrre Crack in un container del MAE?
La guerra sporca di Michele Valensise, Inchiesta Ministero Esteri
Replica e controreplica
Disservizi consolari in Brasile
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