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Romania: rischio recessione per Bucarest
di Rinascita Balcanica
Secondo gli esperti dell'agenzia Fitch, la crisi e il rischio recessione potrebbe colpire la Romania prima del previsto, evidenziando come banche e imprese stanno oggi soffrendo una crisi di liquidità, riversandosi così nel finanziamento estero. La crisi finanziaria internazionale ha bloccato ed ha fissato tariffe più alte per l'afflusso di denaro, con il rischio che potrebbe entrare immediatamente in recessione.
David Riley, responsabile rating alla Fitch, stima che gli investimenti stranieri diretti, che ammontano a circa 9,5 miliardi di dollari, non potranno compensare il disavanzo di debiti da saldare entro l'anno prossimo, giunto a 25 miliardi di dollari, né il deficit dei conti correnti, stimato a 25,7 miliardi di dollari. E anche per tale motivo l'Agenzia Fitch ha attribuito alla Romania l'indice speculativo nel rating nell'Unione Europea. Al contrario, secondo Nicolae Chidesciuc, responsabile economisti dell'ING Romania, il deficit diminuirà con il rallentamento dell'economia, anche se il debito privato da saldare a breve creerà un maggior bisogno di liquidità, visto che oltre la metà del debito a breve termine (il 60%) è delle banche. Nicolaie Chidesciuc ritiene che con la riduzione del ritmo di crescita dell'economia reale si ridurrà la richiesta di finanziamenti, e così anche il deficit estero.
Le proiezioni di Ficht sono state, comunque, confermate anche dai dati pubblicati da Eurostat, secondo cui nei primi 8 mesi dell’anno la Romania si è piazzata al settimo posto nell’Unione Europea per quanto riguarda il deficit commerciale, anche se il ritmo di crescita delle esportazioni (pari al 19%) è stato superiore a quello delle importazioni (pari al 15%). Nel settembre 2008 le prime stime di Eurostat sull’Unione Europea indicavano un deficit commerciale complessivo di 23 miliardi di euro rispetto ai 16,6 miliardi di euro registrati nel 2007. Sempre a settembre la bilancia commerciale della zona euro è stata negativa con un disavanzo di 5,6 miliardi di euro, rispetto ad un surplus di 2,9 miliardi di euro del 2007. Eurostat ha stimato che nel mese di settembre le esportazioni della Romania verso gli Stati extracomunitari sono diminuite del 9,2% rispetto al mese di agosto, mentre le importazioni sono calate solo dell’1,2%, ed il deficit commerciale è rimasto pressoché invariato (con un'oscillazione di 0,9 miliardi di euro).
Ad ogni modo, la crisi finanziaria sta colpendo anche l'economia reale, ed entro il mese di gennaio del 2009 più di 70.000 dipendenti del settore edilizio perderanno il posto di lavoro ed altri 35.000 lavoratori, nei primi mesi del prossimo anno, sono a rischio di licenziamento dopo che - da gennaio a marzo 2009 - riceveranno solo il 75% del salario. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Romena degli Imprenditori delle Costruzioni (ARACO), Laurentiu Plosceanu, come riportato dall'Ufficio ICE di Bucarest. Lo stesso Plosceanu stima altresì che il numero dei dipendenti delle imprese in questo settore diminuirà rapidamente, passando da 420.000 a 350.000 unità, in quanto almeno il 32% delle società attive nel settore edilizio sono state gravemente colpite dalla crisi finanziaria. Inoltre, il numero dei licenziamenti potrebbe crescere nel 2009, se il nuovo governo non riuscirà a trovare soluzioni per attingere ai fondi comunitari per la realizzazione delle infrastrutture e non troverà le somme necessarie per finanziare tali progetti.
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