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Italiani all'estero: cittadinanza per le seconde generazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Notizie   
lunedì 21 maggio 2007

Horacio Guillén, Presidente di Pro Civitas, da sempre impegnato sulla questione relativa al riconscimento della cittadinanza per le seconde generazioni, è intervenuto in queste ore nuovamente sull'argomento.
Guillén in una lunga nota, ricorda l'intervento di Antonella Rebuzzi, Senatrice di Forza Italia , eletta sulla Circoscrizione Estero, ripartizione Europa, sulla vicenda del pullman dirottato da tre albanesi che aveva fatto concludere la Senatrice sull'utilità di prevedere anche all'interno del mezzo pubblico la presenza di un agente di polizia, a tutela dell'incolumità e della sicurezza. Altresì il Presidente di Pro Civitas richiama la rivolta della Chinatown di Milano, "l'assalto ai vigili e 400 cinesi in strada con le bandiere della Repubblica cinese issate sui balconi di via Paolo Sarpi".  Filo conduttore: la multietnicità della società italiana e i problemi connessi a cominciare da quello della sicurezza e della pacifica convivenza.
In questo scenario "il Parlamento si appresta a limitare lo jus sanguinis, anche quando non si conoscono fatti come i commentati perpetrati dai discendenti degli italiani, nati all'estero, e ritornati alla Penisola. La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell'Interno Marcella Lucidi, con delega per la cittadinanza, continuando la politica implementata dal Viceministro Franco Danieli, appoggia la proposta introdotta come "osservazione", relativa agli italiani all'estero contenuta nel parere della III Commissione Affari Esteri, volta a valutare nel merito l'opportunità di introdurre un termine cronologico nel riconoscimento della cittadinanza secondo lo jus sanguinis. Sembra che la protesta degli Stati Uniti, riguardo l'arrivo di sudamericani con doppia cittadinanza italiana, abbia commosso grandemente  questi politici. Dal centrodestra pure si sono alzate voci che rilevano questa preoccupazione".
Il relatore della legge di riforma della cittadinanza Gianclaudio Bressa, continua Horacio Guillén  "ha introdotto un'ulteriore emendamento al PDL testo unico, secondo lui meramente formale, per sopprimere la parola: "ancorché". Non è vero: con questa formula si vieta la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana non soltanto ai discendenti di seconda generazione della donna sposata con straniero che ha avuto un figlio con anteriorità al 1º gennaio 1948, ma pure ai figli di chi riacquistano la cittadinanza, arrivati alla maggiore età".
Horacio Guillén  conclude chiedendo l'intervento dei parlamentari eletti all'estero.

Fonte: News ITALIA PRESS

 
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