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Paperoni d’America secondo Forbes PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Cocozza   
sabato 13 ottobre 2007

paperone2Paperoni d’America secondo Forbes
Di Massimiliano Cocozza
 
Per essere quotati dalla Forbes 400, un miliardo di dollari non è sufficiente. Il valore minimo considerato utile per accedere all'edizione del 25° anniversario della Forbes 400 è salito ormai a 1,3 miliardi di dollari, 300 milioni in più rispetto all’anno scorso. In compenso, il patrimonio collettivo netto dei paperoni d'America è cresciuto da 290 miliardi di dollari a 1,54 trilioni di dollari. Quasi la metà dei 45 nuovi nomi in classifica deve la sua fortuna agli hedge fund e al private equity. È Wall Street a dominare il campo, nonostante il tremolio dei mercati della scorsa estate. John Paulson, ad esempio, entra in classifica dopo che quest'estate ha intascato più di un miliardo di dollari per aver venduto allo scoperto credito subprime.

David Bonderman e James Coulter di Texas Pacific Group, i giganti della rilevazione con capitale di prestito, si affacciano per la prima volta nella Forbes 400 insieme a William Conway, Daniel D'Aniello e David Rubenstein del Carlyle Group e ai miliardari di Blackstone Peter Peterson e Hamilton "Tony" James. Tra le altre new entry troviamo il petroliere Harold Hamm, che entra in classifica grazie alla quotazione in borsa lo scorso maggio della sua società di gas e petrolio Continental Resources. I fratelli Frank e Lorenzo Fertitta si sono battuti come leoni per entrare in classifica con la loro arena dei combattimenti in pay-per-view della Ultimate Fighting Casinos. Tom Barrak, veterano della Forbes 400, per 9 miliardi di dollari in contanti e sottoscrizione del debito. Dodici nomi fanno il loro ritorno, inclusi gli esperti di memorie per computer David Sun e John Tu, e John Catsimatidis, che ha fatto fortuna acquistando e gestendo una raffineria di petrolio e numerose proprietà immobiliari a New York City tramite la finanziaria Red Apple Group. Il più anziano della Forbes 400 di quest'anno è il re delle patate John Simplot, che ha 98 anni e vale 3,6 miliardi di dollari. Il più giovane invece è John Arnold, il trentatreenne ex trader della Enron che adesso gestisce l'hedge fund Centaurus Energy e che ha accumulato una fortuna di 1,5 miliardi di dollari. Ma la palma d’oro del guadagno spetta quest'anno a Kirk Kerkorian, che ha guadagnato 9 miliardi di dollari grazie all’incremento del 135% in un anno delle azioni del suo casinò MGM Mirage. Kerkorian entra nella Top 10 insieme ai patron di Google Sergey Brin e Larry Page, la cui fortuna è aumentata, rispettivamente, di 4,4 e 4,5 miliardi di dollari e ai fratelli Charles e David Koch, che hanno aggiunto 5 miliardi di dollari a testa al loro patrimonio, grazie all'aumento dei prezzi dell'energia e delle merci. Sostituiscono il co-fondatore di Microsoft Paul Allen e quattro membri della famiglia Walton. Sette personaggi della classifica dello scorso anno ci hanno purtroppo lasciato, tra loro la magnate dei media Barbara Cox Anthony, sostituita dai due figli James Kennedy e Blair Parry-Okeden; Helen Walton, rampolla della catena Wal-Mart; Leona Helmsley, magnate degli immobili e l'erede del grano Cargill W. Duncan MacMillan. In cinquanta invece non sono riusciti a tenere il passo. Tra loro i colossi del gioco online Ruth Parasol e J. Russell DeLeon, vittime del crollo del 75% negli ultimi 12 mesi delle azioni della società di poker internettiana PartyGaming. Altro momento difficile per il re della caffeina Howard Schultz, anche lui in balia dei mercati dopo il calo delle azioni di Starbucks nell'ultimo anno, e per l'erede di Campbell Soup Dorrance Hill Hamilton, il cui nome, dal lontano 1982, non era mai mancato nella Forbes 400.

 

Libro: Operare come un Hedge Fund. Il trading di Re Mida

Ultimo aggiornamento ( venerdě 19 ottobre 2007 )
 
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