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Second Life: aspetti legali e morali del nuovo mondo virtuale
Di Giovanni Caporaso
Second Life www.secondlife.com che in inglese significa seconda vita, é un gioco che rapidamente si é trasformato in un vero e proprio mondo virtuale con una popolazione di oltre 6 milioni e mezzo di persone o avatar che nella religione Induista significa l'assunzione di un corpo fisico da parte di Dio, o di uno dei suoi aspetti, mentre nel linguaggio cibernetico é la rappresentazione dell'usuario di internet. Questo nuovo mondo futurista creato nel 2003 dalla società Linden Lab sta crescendo a dismisura e l'immigrazione in questo pianeta virtuale si é ormai trasformata in una vera e propria febbre.
Grandi imprese, politici, giornalisti, avvocati, artisti, insomma tutti vogliono una seconda vita in questo mondo virtuale. La Linden Lab è estranea a qualsiasi processo di presenza attuato dalle grosse corporation provenienti dai vari settori di business, e dichiara non non essere in grado neanche di tracciare tutte le aziende presenti in Second Life con le relative attività. Alcune delle aziende presenti sono: Adidas, AMD, BBC, Channel 10 (Microsoft), Dell, Duran Duran, IBM, Leo Burnett, Reebok, Reuters,Scion, Sun Microsystems, Warner Bros Music, ecc. Tra le aziende italiane già presenti nel cyberspazio della Linden Lab, spicca il Gruppo L'Espresso che ha realizzato una sede virtuale attraverso la quale volge attività di brandind e marketing ricorrendo anche all'organizzazione di eventi speciali che coinvolgono gli utenti. Anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha acquistato una seconda vita e un’isola su Second Life per il suo partito. Già pioniere della comunicazione istituzionale via YouTube, Di Pietro spiega che «l’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle varie iniziative». Gabetti ha aperto una sede su Second Life. Con tanto di agenti immobiliari che, in forma di avatar, hanno il compito di vendere delle "seconde case". Altre strutture, come le università americane, fanno investimenti ingenti su SL: il terreno per uno degli ultimi campus virtuali è costato circa 3.000 dollari ma la costruzione degli edifici ha richiesto una cifra 10 volte superiore.
A differenza di qualsiasi altro gioco, Second Life permette di fare acquisti, aprire imprese e uffici, costruire, speculare e soprattuto guadagnare soldi veri. Tutto questo ovviamente solleva delle serie problematiche giuridiche, divise, anch'esse, tra mondo reale e virtuale.
La pubblicità sul sito di Second Life asserisce che é “un mondo a 3 dimensioni, online e digitale, immaginato, creato e di proprietà dei suoi residenti”. Però a incassare é la Linden Lab!
Per diventare cittadino di Second Life basta essere maggiorenni, avere una carta di credito e soprattutto capire l'inglese (infatti il sito é solo in questa lingua), cosa che ha portato i più critici a fare delle accuse di imperialismo virtuale. La cittadinanza si paga con una quota mensile che varia a seconda del terreno che si occupa. Il nuovo mondo virtuale, oltre ad essersi rivelato un business colossale per i suoi creatori e per alcuni che hanno saputo cavalcare sull'onda della nuova moda, si sta rivelando, sempre secondo i critici, una delle maggiori schedature della storia contemporanea, un meccanismo di controllo governativo, con la creazione di una base dati universale. Second Life, certamente non può essere ridotto ad un semplice gioco, visto che muove milioni di dollari. Per ora gli ideatori del nuovo mondo virtuale hanno sviluppato solo una struttura economica, coniando una moneta propria, i Linden Dollars che possono essere convertiti in valuta nel LindeX Currency Exhange (cambio monete) ma non i soldi veri, anche se si sono societá che giá stanno cercando di fare il grande passo. É un mercato reale introdotto nel mondo virtuale. Ma chi controlla l'emissione della moneta? Chi ci dice che le lottizzazioni e costruzioni virtuali non diventino terreno reale per il riciclaggio di soldi sporchi? O chi ci dice che un “super governo” non si impossessi dei dati degli abitanti di Second Life e crei una specie di UCT della serie 24 ore, o peggio ancora, diventi una specie di Dipartimento Pre-Crimine come nella serie Minority Report. O forse la Linden Labs potrebbe trasformarsi in una centrale di controllo tipo Polizia di Cittá Gotica (Gotham City), ma senza un Batman che venga a salvarci. Fantasie? Fantascienza? Si ma in fondo é di questo che stiamo parlando.
La strada alla "colonizzazione" del mondo virtuale non è però tutta in discesa. Un gigante come Amazon, ad esempio, ha creato una propria struttura su Secon Life per vendere libri ma si è scontrato con una le difficoltà connesse al sistema di pagamento, tanto che per il completamento degli acquisti rimanda al suo sito web. Segno che l'economia di Second life é ancora considerata a rischio dalle grandi imprese.
Tra le limitazioni che affliggono il sistema di Second Life spicca la mancanza di un efficiente tecnologia per la comunicazione vocale, che dovrebbe arrivare a giugno. Altro ostacolo è la limitata possibilità di agganciare archivi esterni, alla quale stanno lavorando diverse software house. Second Life potrà raggiungere il pieno sviluppo solo svincolandosi dal web tradizionale e guadagnando una propria autonomia.
Ma se Second Life non é un gioco, ne una semplice comunità virtuale perché genera diritti e obblighi nel mondo reale, é evidente che prima o poi una qualche autorità interverrà e saranno emanate leggi, instaurati i tribunali e cominate pene e castighi. Intanto nel contratto di termini e condizioni del sito ci sono 32 articoli e in 17 occasioni la Lenden Lab decide “in its sole discretion”, a sua sola discrezione. Forse però il mondo reale prenderà il sopravvento e sarà riconosciuto un foro per qualsiasi controversia. Il fatto che si muovano soldi reali, che vengano concessi diritti di proprietà di terreni e costruzioni, seppur virtuali, esige che sia sancito uno stato di diritto, necessario in ogni economia. Pensiamo ad esempio al cittadino che si veda sottratti i suoi Linden Dollar da parte di qualche hacker o che viene truffato da uno speculatore virtuale, si rivolgerà ad un poliziotto virtuale o chiederà risarcimento alla Linden Labs nel mondo reale? É evidente che i Linden Labs devono offrire la sicurezza visto che i cittadini pagano una tassa mensile di almeno 9,95 dollari. Infine, i guadagni in Second Life verranno tassati e da chi? E i beni degli usuari che smettono di pagare sono messi all'asta o una terza persona può prenderne possesso? Che dire poi delle successioni? Questi sono i problemi reali del mondo virtuale che stanno già creando opinioni contrastanti tra i giuristi. Problemi che vanno risolti perché i costi d' “investimento” per una presenza in questo mondo virtuale non sono bassi.
Per risolvere il vuoto legislativo ci sono quelli che spingono per l'autoregolamentazione e quelli che difendono l'anarchia. La soluzione migliore sarebbe, forse, quella di applicare il diritto romano e attivare la figura del pretore, in una versione elettronica.
Sicuramente Second Life ha aperto un dibattito reale sulle possibili ingerenze governative nella vita dei cittadini virtuali e crea una nuova sfida nel campo del diritto.
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