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Brasile: la morte di un anonimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Notizie   
sabato 22 dicembre 2007

favelas_salvadorBrasile: la morte di un anonimo
di Max Bono

Aveva fame. La guerra era finita da poco tempo e la sua casa era rimasta distrutta. Così le sue speranze. Allora Giovanni prese la sua decisione. Sarebbe emigrato. Destino sudamerica, Brasile, Salvador de Bahia. Sin dal suo arrivo capì che l’ambientamento non sarebbe stato facile. I”caporali” che lo presero in custodia volevano um’alta percentuale su quanto guadagnava. Non pensò di rivolgersi alle autorità italiane: se non lo avevano aiutato quando era in Italia, lo avrebbero fatto ora che stava in Brasile? Ma fammi il piacere, usava dire.

indigentiCon gli anni apprese il portoghese, a vivere nelle favelas, alla violenza esplicita delle comunità povere. Ma c’era um’altra che non conosceva ma che era ben piu’ sottile: quella dei politici italiani che si approfittano di poveri come lui.
Perche’ non l’aveva conosciuta? Perche’ non essendo registrato non esisteva per l’Italia. Alcuni suoi amici erano stati avvicinati da rappresentanti di alcune istituzioni tra cui i Patronati italiani all’estero che gli avevano promesso una pensione in cambio del voto. Anzi loro non doveva fare niente: avrebbero mandato il voto per loro al consolato. Pratica comune in America latina tra gli indigenti.
I patronati sanno il fatto loro, usava dire. Inutile dire che la pensione non l’aveva avuta nessuno. Era legata ad una lontana promessa che, se i “loro” fossero eletti, avrebbero fatto uma legge per dare ai “vecchi” (piu’ di 65 anni) la pensione. Lo dicevano dal ’75 ma poi alla fine i soldi non ci sono mai. Per gli indigenti, perchè i patronati, i politici e le altre istituzioni i soldi ce l’hanno sempre.
Giovanni è morto nella sua casa di Cajazeras. Morto per quella tosse che lo perseguitava dopo aver preso tanto freddo quest’inverno camminando sotto la pioggia per andare a lavorare perche’ non si poteva permettere di spendere 2 Reais (meno di um euro) per prendere l’autobus.
Come non era registrato all’Aire nessuno saprà della sua morte. Ne consolato, ne l' Ambasciata.
Un’ altra morte che ricade sugli  illustri parlamentari italiani all’estero, che perdono tempo in chiacchiere mentre i nostri connazionali muoiono per la loro inedia.
E ricade anche sugli italiani d’Italia, che si comportano da egoisti che non ne vogliono sapere di questa parte di Italia che soffre all’estero.
Quanti altri ne devono morire affinchè vi accorgiate che gli italiani in condizione di estrema indigenza sono uma realtà? Devono morire tutti?

Investire nel Mondo augura a tutti Buon Natale, anche a chi non ha coscienza, anche agli italiani in prigione in Brasile che nessuno difende, anche all' Ambasciatore d' Italia in Brasile, Michele Valensise e al Senatore Edoardo Pollastri che degli italiani, indigenti o no se ne infischiano.

Ultimo aggiornamento ( sabato 05 gennaio 2008 )
 
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