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Caso Raponi, il MAE ci dica la veritá
Di Francesco Giappichini
Pretendiamo, innanzitutto come cittadini, oltreché come giornalisti, che le suddette facciano le “necessarie” pressioni sulle autoritá brasiliane, affinché salti fuori la veritá sulla morte di Sergio Raponi.
Sia la cronaca del quotidiano Il Tempo, che riportiamo in basso, sia quella del foglio fortalezense Diário do Nordeste, leggibile a questo link, ci fanno credere che non si sia trattato di semplice malore causato da overdosde, oppure di suicidio. A naso ci pare che Raponi sia stato malmenato ben bene e fatto volare sugli scogli, o che comunque non avesse alternativa.
É noto che in Brasile – e nella regione Nordeste soprattutto – inchieste di questo tipo, che coinvolgono gli stranieri, vengono rapidamente insabbiate per preservare la pax interna. Sempreché non vi sia una qualche pressione esterna. E da qui la nostra legittima pretesa affinché le nostre autoritá in loco seguano l’indagine.
Probabilmante l’ambasciatore Michele Valensise, il console d’Italia a Recife Massimiliano Lagi, ed il vice-console onorario di Fortaleza Roberto Misici saranno a conoscenza della cosiddetta «federalizzazione» delle inchieste giudiziarie; della frequente e tragica necessitá che queste vengano condotte dai piú competenti e meno corruttibili organi federali, anziché da quelli statali.
(O deputado Moésio Loiola defendeu hoje na Assembléia Legislativa a federalização das investigações sobre o assassinato de Ana Bruna, ndr). Potrebbe essere un’idea. Gli italiani, e i piú o meno recenti eventi di cronaca stanno lí a dimostrarlo, pretendono che sui fatti che convolgono drammaticamente giovani vite venga fatta piena luce.
Marcheremo quindi stretto la nostra rappresentanza in Brasile, sperando che, se non giustizia, si ottenga almeno la veritá. Vi lasciamo di seguito al pezzo di cronaca sulla vicenda, firmato da Maria Grazia Di Blasio e Romano Tripodi.
Francesco Giappichini, redattore del portale Musibrasil – Osservatorio Brasile.
P. s. : il seguente articolo, per conoscenza, é stato inviato alla redazione di La Provincia Quotidiano.
«Fortaleza e’ avvolta nel mistero la …
E’ avvolta nel mistero la morte di Sergio Raponi, 35 anni, di Sabaudia, trovato agonizzante sulla spiaggia di Fortaleza, meta turistica brasiliana. Raponi, figlio del titolare di uno dei forni storici di Sabaudia, secondo le prime notizie fornite dalla polizia brasiliana, è stato trovato sulla spiaggia della capitale del Cearà alle prime luci dell’alba di martedì scorso.
Inutili i soccorsi, l’uomo è morto all’«Institute Joseph Fleet» alle 16 dello stesso giorno. La polizia locale sta cercando di ricostruire le ultime ore di vita del pontino. Pare che Sergio avesse trascorso la serata in una delle più famose discoteche della città: il «Mucuripe club».
Proprio all’interno del mega-locale, ubicato sul mare, Raponi avrebbe iniziato a dare in escandescenze, rompendo alcuni oggetti e mandando in frantumi una porta in vetro. Ovviamente si tratta, per ora, di ipotesi ancora tutte da valutare e, soprattutto, da confermare.
Un atteggiamento che avrebbe richiamato la security della discoteca. Raponi avrebbe avuto una colluttazione con una delle body guard intervenute per bloccarlo, in seguito alla quale sarebbe caduto dalla terrazza della discoteca, delimitata da un ringhiera, finendo sugli scogli sottostanti.
Li lo avrebbe trovato la polizia, ormai agonizzante. Prima che la salma venga rimpatriata verrà effettuata l’autopsia. Solo ieri intorno alle 17 i genitori di Sergio, che vivono in un appartamento di via Carlo Alberto, sopra alla loro attività, sono stati avvertiti di quanto accaduto.
La coppia, dieci anni fa aveva perso in un incidente stradale un altro figlio. Straziante il dolore dei familiari di Sergio che non sanno darsi pace per quanto accaduto».
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