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Il Feudo dell' Ambasciatore italiano in Brasile, Michele Valensise
Ancora una volta Investire nel Mondo riceve una denuncia sul Feudo instaurato in Brasile dall’ Ambasciatore Valensise. Ancora una volta si tratta di una storia di lettere vere che vengono spacciate per false, ancora una volta le denunce non vengono prese in considerazione dalle autorità italiane, ancora una volta, coperto dall’ immunità diplomatica e dalla sua carica, il signor Valensise attacca ed usa la guerra sporca contro inermi cittadini italiani e si burla dei giudici brasiliani e delle autorità.
Ma cosa servirà per far cadere questo Ambasciatore nemico degli italiani e che evidentemente gode di ampli appoggi politici sia nella destra che nella sinistra parlamentare! E qual’ è il gioco di questo “burattinaio”? O forse è solo un burattino, ma allora, chi lo muove? Certo non gli interessi degli italiani in Brasile.
E’ ora di indagare a fondo e Investire nel Mondo se ne fa promotore. I documenti contenuti nella denuncia si possono ingrandire cliccando sull' immagine.
San Paolo del Brasile, 10/01/2009
Gentile Direttore,
Ho letto, su “Investire nel Mondo”, i suoi articoli in cui Ella denuncia, coraggiosamente, le assurde, demenziali, trame delinquenziali montate contro di Lei dall’Ambasciatore italiano in Brasile (per poco, ancora, speriamo!) Michele Valensise. Ed ho letto che, restate vane (ossia: senza le dovute risposte nei termini di Legge) le vostre denunce contro il Valensise fatte giungere all’allora Ministro degli Esteri, Massimo d’Alema, lo avete denunciato alla Corte Europea.
Anche noi siamo stati vittime di tentativi di pesanti prevaricazioni, seguite da inammissibili forme di vili persecuzioni e sopraffazioni da parte di questo sporco individuo, e lo abbiamo denunciato tanto al Parlamento Italiano, come alla Corte Europea.
Le raccontiamo,quindi, il più succintamente possibile, i fatti e Le forniamo i documenti indispensabili per provano quanto passiamo ad esporre. Riteniamo necessario che la Comunità Italiana in Brasile sia informata di tali misfatti, in modo che in futuro vengano inviati in Brasile, dal MAE, servitori pubblici dotati del necessario senso di onestà , dignità e dovere, per esercitare le funzioni-doveri per cui sono pagati da noi, e che sono, innanzitutto le tutele che debbono dare ai loro Concittadini .
I fatti: L’ex-Console Italiano in San Paolo, Gian Luca Bertinetto, si rese colpevole, non appena assunse la carica, di un gravissimo reato poiché occultò alla Magistratura Italiana e Europea 22 Volumi di nostre denunce e prove di crimini finanziari contro la Unione Europea, e sui crimini commessi in brasile dalla Telecom Italia, denunce queste che aveva il dovere di inviare di ufficio a tali Magistrati, in base a precise disposizioni legali italiane (D.P n.º 200/1967) e in base a due trattati internazionali, operanti.
Questi funzionari del MAE corrotti e complici di faccendieri, sembrano tutti fatti con la stessa macchinetta! Non contenti di prevaricare, si danno pose da ridicoli, arroganti, poderosi e mentiscono spudoratamente in atti pubblici! Infatti, non soddisfatto del crimine commesso, questo buffone (Gian Luca Bertinetto) arrivò al punto di pagare con soldi dei contribuenti una inserzione fatta pubblicare sui giornali italiani in Brasile, in cui, nella forma di un “Comunicato Ufficiale del Consolato” faceva i nostri nomi, accusandoci di diffamarlo, dato che abbiamo divulgato che lui aveva occultato le nostre denunce di delitti pubblici da lui commessi. Nel contesto del Comunicato Ufficiale (Sic!) affermava di avere inviato alla Magistratura Italiana ed Europea! Una faccia di….. bronzo incredibile, questo Bertinetto (infatti un Deputato Italiano che ne promosse la revoca da Console di San Paolo, mi disse al telefono, in buon napoletano: “Caro Piero, chisto consule é nu delinquente e nu cuglione!”). Informato da noi del delitto commesso dal Bertinetto, il Valensise non solo non fece nulla di quanto era tenuto, per legge, a fare, ma, come nel Suo caso, Dott. Caporaso, iniziò una sotterranea serie di azioni delittuose, tese a diffamarci e pregiudicarci. La cosa peggiorò dopo che noi denunciammo Bertinetto alla IIIª Commissione Esteri Italiana e questa (Interrogazione nº 5-003364 del 14 luglio del 2004) richiese ed ottenne la rimozione dalla carica del Bertinetto perchè “ con la sua condotta aveva posto in rischio il buon nome dell’ Italia nel Mondo”
Anche in sede di Giustizia Federale Brasiliana noi avevamo processato le nostre autorità diplomatico consolari. Il Console Bertinetto si era rifiutato di ricevere le intimazioni inviategli dalla Giustizia Federale, offendendo gli Ufficiali di Giustizia. Per tale motivo venne poi processato, condannato e rimosso dal mandato di Console. La Giustizia Federale passò ad intimare il Vice Console, Luigi Estero. Allora costui venne trasferito in Romania ed il Valensise pensava di avere interrata, con tale manovra, la possibilità della Giustizia Federale di successive intimazioni. Difatti il Valensise fece sapere alla Giustizia Federale che era impossibile notificare l’ex-Vice Console, Luigi Estero, in Romania.
Ma la Giudice Federale (Rossana Ferri, una specie di Clementina Forleo brasiliana, di origine Italiana) non desistette e richiese al Ministero degli Esteri Brasiliano (“Itamaraty”) di fare intimare la Ambasciata (ossia il Valensise - veda il DOC. 1 allegato). Allora, e certamente col consenso, per quanto dico dopo, di d’Alema, il Valensise ricorre ad un delitto gravissimo, che inoltre nuoce all’immagine dell’Italia. Manda una lettera dell’Ambasciata (in data 6 luglio del 2006), che tutto indica essere stata retro-datata. fatto non nuovo, lo aveva fatto in precedenza anche il Console Italiano di San Paolo, Gian Luca Cortese per simulare una sua inchiesta dentro il Consolato, quando la Polizia Federale Brasiliana scoperse un losco traffico di passaporti italiani, dentro il Consolato di San Paolo) all’Itamaraty, chiedendo che... intervenisse per (Udite! Udite!) fare estinguere i processi che corrono nella Giustizia Federale contro il Consolato! Si tratta, ovviamente di un palese tentativo di intimidire la Giustizia del Brasile. Ossia di un delitto di concussione!
Il Valensise questo lo sa, tanto che (furbetto!) non firma la lettera, e non incontra nessun funzionario dell’Ambasciata che sia così cretino e si esponga al rischio di firmare! E cosi la lettera in carta intestata del nostro paese, e regolari protocolli, resta anonima! (Copia della Lettera dell’Ambasciata Italiana – DOC 2)
La Giudice Federale Rossana Ferri non ha dubbi sulla natura criminosa della lettera dell’Ambasciata Italiana e non esita neppure un attimo a denunciare l’Ambasciata Italiana alla Procura della Repubblica di San Paolo (vedere DOC 3).
Noi inviamo subito alla Stampa Italiana la lettera dell’Ambasciata, ed il giorno 29/07/2006 il gravissimo fatto viene denunciato, senza mezzi termini, sul giornale Italiano “Libero”. Anche dei Parlamentari Italiani si interessano a questo scandalo, ed il giorno 13 giugno del 2007 ricevo un messaggio dalla On. Stefania Craxi e dall’ON. Sergio Pizzolante (entrambi di FI) che mi comunicano (vedere DOC.5) che lei ed altri Deputati intendono portare il gravissimo caso in Parlamento, mediante una Interrogazione e che hanno gia svolto indagini ed hanno già corroborato che la lettera anonima in data 6 luglio 2006 dell’Ambasciata italiana non è un falso, visto che ne esiste una copia negli archivi della Ambasciata italiana in Brasilia, nel MAE ed anche nell’Itamaraty. La On. Craxi mi prega di informarla con urgenza su quale decisione abbiano preso giudici brasiliani, in base alla richiesta (“Oficio”) della Giudice Rossana Ferri di aprire una indagine criminale sulla lettera di responsabilità dell’ Ambasciatore Valensise.
Senza farla lunga le indagini condotte da Deputati Italiani, che presento a giudici brasiliani, tagliano le gambe al chiaro tentativo che l’Ambasciata Italiana di insinuare che la lettera dell’Ambasciata Italiana “poteva essere un falso”.
La Procuratrice Capo della Repubblica di San Paolo, decide (vedere DOC. 6) che, in effetti, la lettera dell’Ambasciata Italiana in data 6 luglio del 2006 si configura come un delitto in Brasile, ma prende atto che, per la Convenzione di Vienna del 1961, l’Ambasciatore italiano gode di immunità, e quindi dichiara che “spetta alla Giustizia italiana procedere.
Come è noto, poco dopo cade il governo Prodi. La On. Craxi e l’On. Sergio Pizzolante non mi danno più notizie della Interrogazione Parlamentare, contro Valensise e d’Alema, che pure mi avevano, enfaticamente, comunicato che era pronta, secca e fulminante, La On. Craxi è diventata, per pura coincidenza Sottosegretaria agli Esteri e Sergio Pizzolante suo Assessore al MAE.
Abbiamo allora richiesto, formalmente al Ministro Franco Frattini di prendere le dovute provvidenze contro Valensise. Ciò è avvenuto il giorno 06/07/2008. E siamo tornati sul caso con nuova richiesta formale inviata, per Posta Celere il giorno 08/12/2008, a Franco Fratini, ma anche al nuovo al Ministro per gli Italiani all’ Estero, Alfredo Mantica, al quale abbiamo richiesto la rimozione dalla carica del Console Italiano di San Paolo, Marco Marsilli, per spaventose prevaricazioni e violazioni dei miei diritti e dei diritti di mia Moglie, di cui abbiamo fornite le prove documentali irrefutabili.
Ma questa è un’altra storia!
Il servizio brasiliano di posta celere ci informa oggi che tali Esposti (perché nella ricevuta postale c risulta chiaramente scritto: “Contiene Esposti”) dopo otto tentativi di consegna al MAE, ossia dopo un mese, non sono ancora stati ricevuti perché i “destinatari risultano assenti!” Sarà che la crisi è così intensa che i Ministri e i Sottosegretari degli Esteri Italiani non dispongono più neppure di una segretaria, nei loro Gabinetti, e che questa segretaria o chiunque nel Gabinetto di un Ministro Italiano, ignori che, per Legge, un Ministro non può rifiutare il ricevimento di Esposti? Curioso, perché solo un mese fa una nostra AR diretta alla On. Stefania Craxi e al Ministro Franco Frattini è stata regolarmente ricevuta e sulla cartolina ritorno, che ci é arrivata, c’era il timbro “Sottosegretario agli Esteri” .
Allora sono ricorso al nuovo servizio inaugurato dal MAE, in osservanza alla nuove direttive Europee, per l’invio, con valore di certificazione automatica, di denunce via e-mails. Questo servizio si chiama PEC. (
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).
Non ci crederete! Ho avuto l’OK del ricevimento e-mail, ma, dopo cinque giorni, mi arriva un strano messaggio che dice che il PEC si trova “provvisoriamente” ... fuori servizio!
Rinnovo i miei complimenti per il Vostro coraggio e la Vostra determinazione! L’Italia ha, più che mai, bisogno di persone come Lei, Dott. Caporaso!
Piero Marini Garavini
Come nel caso della "falsa" lettera del Ministero degli Interni italiano che diffamava il direttore di Investire nel Mondo, Giovanni Caporaso, presentata dall' Ambasciata italiana alle autoritá brasiliane, il MAE fa a scarica barile e continua ad insabbiare le denunce contro questo Ambasciatore, vergogna degli italiani in Brasile che non tutela gli italiani vittime di marchingegni giudiziari per estercergli soldi, non tutela i lavoratori italiani e diffama i cittadini onesti!
Per chi volesse leggere le denunce vecchie contro Michele Valensise, si prega di inserire nella Ricerca del Sitio Web le parole: Michele Valensise, Mae, denunce Mae, Ambasciata Italia Brasile.
Al Gabinetto del Sottosegretario agli Esteri, con delega per gli Italiani nel Mondo, On. Alfredo Mantica
URGENTISSIMO
San Paolo del Brasile, 11/01/2009
Si prega i responsabili di questo Gabinetto di entrare in contatto telefonico, urgentissimo, col Deposito delle poste ROMA-1 , dove , col numero di REFERENZA KK301090357IT si trova una nostra importantissima corrispondenza registrata ( dal Brasile referenza EB007614025BR,) diretta al Ministro Mantica e contenente QUATTRO NOSTRI ESPOSTI della massime gravità .
Si prega questo gabinetto di farsi inviare da tale Deposito Poste ROMA-1, ed ACCETTARE tale nostra corrispondenza, senza ulteriori ostacoli ed indugi ,inaccettabili.
Roma-1 ci dichiara, infatti, ( come da copia della comunicazione qui acclusa) che ha effettuati NOVE (!) tentativi di consegna al MAE della nostra corrispondenza INDIRIZZATA AL MINISTRO MANTICA , SENZA ESITO! Tali tentativi sono stati effettuati a partire dal giorno 19/12/2008 e sino ad oggi!
ROMA-1 dichiara per scritto ( si veda la copia) che non ha potuto effetuare la consegna :“ perchè il destinatario era assente nel momento della consegna” !!!
Come lorSignori possono vedere dalla qui acclusa copia della Bolletta di acompagnamento postale brasiliana INCOLLATA SUL PACCO DESTINATO AL MINISTRO MANTICA, su tale bolletta si trova scrito , in maniera CHIARA, che la corrispondenza contiene QUATTRO ESPOSTI!
Inoltre sulla PRIMA PAGINA delle corrispondenze al ministro Mantica ( qui alegata in copia ) sta scrito chiaramente:” Oggetto: Esposto con richiesta di provvedimenti urgentissimi”!
Anche se il Ministro si trovasse fuori del MAE, é IMPOSSIBILE che non ci fosse nessuno nel Gabinettodel Sr. Ministro e che il segretario o Assessore , COMUNQUE PRESENTI, possano igorare che corrispondenze RACCOMABDATE la cui bolletta di accompagnamento METTE IN EVIDENZA E FA FEDE che contengono i Denunce Penali ( Esposti ) diretti al Ministro , non possono essere respinte , perchè ciò configura omissione gravissima di atti di ufficio o crimine di prevaricazione!
Se il responsabile del ricevimento delle corrispondenze del Gabinetto del Ministro , CHE ESISTE, come fa fede il timbro ( “ SOTTOSEGRETARIO DI STATO – CORRISPONDENZE IN ARRIVO ) apposto da Voi in altra nostra corrispondenza Raccomandata inviata al Ministro Mantica,e ricevuta il giorno 01/12/2008, che qui Vi inviamo in copia, per sua ( errata) decisione o per ordine del Ministro Mantica o di chicchessia , NON VUOLE RICEVERE I NOSTRI ESPOSTI, che tale funzionario abbia allora il CORAGGIO di mettere questo per scritto, SUL BOLETTO postale della nostra denucia!
E, con certezza, in tale caso costui sarà chiamato a rispondere del crimine commesso di fronte alle sedi giudiziarie competenti, sia italiane che europee!
Ma, per favore ( ! ) non si dica, a voce (!) che corrispondenze con importanti “ notizie crimini” che la Legge Italiana ( CP ) OBBLIGA i destinatari ,quali persone pubbliche, a ricevere IMMEDIATAMENTE , e alle quali altra Legge Italiana ( n. 241/1990 ) IMPONE sia data risposta ESAURIENTE E PER SCRITTO nel termine di 30 giorni , non sono state ricevute ( dal 16/12/2008 ad oggi! ) “ perchè il destinatario era assente” !
Noi ci siamo rivolti, sino a prova in contrario, al MAE e a un MINISTRO ITALIANO !
Non a un ministero della Tanzania o del Burundi!
Vi preghiamo di RIFLETTERE che i documenti ( denuncia alle Poste e risposta dataci dalla Posta ED ALTRI ) di cui giá siamo in possesso SONO GIÀ SUFFICENTI PER DENUNCIARVI e per richiedere ingenti danni morali emateriali !
E quindi Vi preghiamo di RISISTEMARE LE COSE NEL RISPETTO DELLE LEGGI ( ossia ricevere le nostre denunce ) per PRESERVARE il buon nome del nostro Paese e del MAE !
Vi ALLERTIAMO inoltre che DUE dei qui firmatari, ossia il Professor Carmelo Distante ed il Dottor Piero Marini Garavini , hanno, rispetivamente, 82 e 70 anni di età e quindi hanno diritto ai PROCEDIMENTI DI EVASIONE RAPIDI E DI PRECDENZA degli atti statali che le leggi Italiane prevedono a questo riguardo!
Piero Marini Garavini
Carmelo Distante
Francesco Scavolini
Maria Lucia Marini Garavini
ALEGATI:
SEI documenti , identificati IN ROSSO come DOC. A, B, C, D , E e F.
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