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Italia Lavoro: lavoro per chi?
di Max Bono
Misure per gli italiani all'estero (Brasile) beneficierebbero in realtà le strutture preposte e le zone più ricche del Brasile Benvenuti nella terra delle grandi promesse per gli italiani all'estero: i corsi di formazione professionale all'estero. Stiamo parlando di Italia Lavoro, l'agenzia di assistenza tecnica del Ministero del Lavoro italiano.
Da qualche tempo c'è stato um vero e proprio dispiegamento di forze dei vertici della società in Brasile. Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro, insieme ad una folta rappresentanza di dirigenti della società (Federico Lazzarini in testa), è arrivato a São Paolo per perfezionare l'attività di Italia Lavoro nel Paese sudamericano.
Italia Lavoro è una società per azioni costituita nel 1997, totalmente partecipata dal Ministero delle Finanze e opera come una vera e propria agenzia tecnica per conto del Ministero del Lavoro italiano. Ciò che è interessante circa questa società è il rendimento generato dalle risorse ricevute dal Ministero, in altre parole il vantaggio per la collettività generato dall'esistenza di Italia Lavoro. Per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali assegna a Italia Lavoro Spa 10 milioni di euro quale contributo agli oneri di funzionamento ed ai costi generali di struttura (pag.11 del bilancio sociale 200 5). Al tempo stesso nel sito di Italia Lavoro c'è la dichiarazione: "Il Bilancio Sociale 2005 dimostra che Italia Lavoro produce per la collettività vantaggi per quasi 10 milioni di Euro, al netto delle risorse che le vengono date". A questo punto: Italia Lavoro praticamente produce per la collettività benefici netti equivalenti a quanto riceve, il che significa che ha un rendimento pari al 100% sul capitale ricevuto (riceve 10 milioni di euro che coprono i costi e poi "ritorna" alla collettività circa lo stesso valore dopo la copertura dei costi, per um valore totale di 20 milioni di euro).
Questa valutazione è basata su una formula complicata di determinazione del vantaggio economico per la collettività dell'attività di Italia Lavoro. Italia Lavoro specifica che si tratta di uma "stima per difetto, poiche' non tiene conto degli effetti esterni, interdipendenze e moltiplicatori". "Un rendimento sull'investimento di tale ammontare è tale che non si trova nemmeno a Wall Street" affermano fonti critiche dal Nord est Brasile. "Bisogna dare i complimenti alla gestione di Italia Lavoro per tali vantaggi generati". E quali sono i risultati in Brasile? Sono stati gli italiani in condizione di estrema indigenza beneficiati da questa società? Il Progetto "Occupazione e sviluppo della comunità degli Italiani all'estero" ad esempio, promosso e finanziato dal Ministero del Lavoro - Direzione Generale Politiche per l'Orientamento e la Formazione, e presentato negli scorsi giorni a San Paolo dal responsabile dello stesso, Federico Lazzarini, è sviluppato esclusivamente nello stato di São Paolo. Non c'è dubbio che italiani in condizione di indigenza si trovano anche a São Paolo. Tuttavia non c'è comparazione con la quantità di italiani che vivono nel Nord est del Brasile in condizione di miséria (come nello Stato di Bahia). Il Brasile viene considerato dalle organizzazioni internazionali come il secondo Paese al mondo in termini di diseguaglianze sociali, secondo solo alla Sierra Leone in Africa. Ciò significa che il gap tra le zone ricche del Brasile (vedi São Paolo) e quelle povere (vedi Nord est) è simile a quello tra la Svizzera e l'Africa nera. "Perchè Italia Lavoro abbia voluto beneficiare gli italiani in condizione di miseria della Svizzera del Brasile e non dell'Africa nera del Brasile è un mistero" affermano da Bahia le fonti anonime più critiche.
Questo progetto è portato avanti giuntamente dalla Camera di Commercio di São Paolo, presieduta dal Senatore Pollastri, perno importante dell'appoggio al governo Prodi. "E' poi vero che i politici italiani di são Paolo sono molto più poten ti di quelli del Nord Est brasiliano". Il progetto aveva ricevuto nel 2006 dal Ministero del welfare 6 milioni di euro, una somma non eccezionale ma non irrilevante. La realizzazione pratica del progetto prevede (a São Paolo) l'invio di questionari a imprese registrate alla Camera di Commercio di São Paolo circa i dipendenti che operano con loro. Al momento non molte società hanno risposto al questionario. "E' interessante notare che il questionario riguarda i dipendenti delle imprese iscritte alla Camera di Commercio Italia - Brasile (A), che a loro volta non sono obbligate ad assumere italiani all'estero. In pratica il database si riferisce per la maggior parte a dipendenti locali, non necessariamente italiani all'estero e nemmeno discendenti (B). Per essere chiari A e B non sono categorie simili ed è probabile che non abbiano nulla a che vedere l'una con l'altra". Per intendersi le imprese italiane all'estero (come quelle di altri Paesi) hanno un costo molto elevato nel mandare personale dal Paese d'origine, al di là di vincoli legali molto stretti nel preferire locali rispetto a stranieri. Ciò che accade è, molto spesso, che l'impresa manda uno o due funzionari dall' Italia mentre assume il resto dei dipendenti in loco, logicamente senza alcuna preferenza rispetto a locali di origine italiana rispetto a quelli di altra origine. Chiaramente un database dei dipendenti di imprese iscritte alla Camera di Commercio di São Paolo è irrilevante nel definire la mappa degli italiani all'estero, in quanto descrive solo il profilo dei dipendenti delle imprese locali (anche se iscritte ad uma Camera di Commercio straniera quale quella italiana di São Paolo). A questo punto è legittimo chiedersi in che misura questi 6 milioni di euro sono spesi per beneficiare gli italiani all'estero, visto che il database creato (se le imprese risponderanno al questionario) non ha nulla a che vedere con gli italiani all'estero delle città in cui sarà inviato il questionario. E' però "più probabile che ad essere beneficiata sia la struttura che realizza questo questionario, nel caso specifico la Camera di Commercio di São Paolo". La signora Olga Morales di Italia Lavoro ci informa che ci sono altri progetti finanziati dal Ministero del Lavoro per la formazioni degli italiani all'estero e ce ne manda via e-mail ben 7. Tutti i progetti che ha inviato, ad eccezione del primo di cui non c'è la minima traccia a Bahia, sono tutti realizzati fuori dello stato di Bahia e fuori della regione Nord, Nordest del Brasile, la più povera dove ci sono gli italiani più poveri.
Al contrario, i progetti beneficiano Sao Paolo, Rio de Janeiro ed il Sud del Brasile, le aree più ricche.
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