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Scritto da Notizie   
sabato 21 luglio 2007

detenutibrasile

Operazione Corona: una farsa costruita ad hoc
Inaudito: l’Italia tace! L' Ambasciatore Valensise acconsente.
Di Giovanni Caporaso

Cinque italiani rischiano la vita in carceri brasiliani, condannati con false accuse, in un processo montato ad hoc per far vedere che tutti i mali del Brasile nascono dagli stranieri. Questa “banda armata” non faceva altro che gestire un night club, come ce ne sono migliaia in tutto il Brasile. Non sono stati coinvolti in affari di droga, non avevano minorenni nel club, non hanno ammazzato nessuno ma sono in carcere, in condizioni disumane e con una condanna di quasi 57 anni ognuno. Se dovevano essere condannati, forse, é per stupiditá, ma la pena é già di gran lunga esagerata ed inumana.

michelevalensise

Quattro dei sei italiani arrestati in Rio Grande do Norte nell’ormai ben nota «operazione Corona», qualche giorno fa sono stati trasferiti nella Penitenciária Central Federal di Campo Grande, capitale del Mato Grosso do Sul. La decisione, duramente criticata dall’avvocato difensore Daniel Rodrigues Martins, é stata presa dal giudice federale Mário Jambo – su richiesta del  Pubblico ministero federale – causa l’«alta pericolositá dei condannati». La delibera di trasferimento lascia inorriditi, se si tiene conto dei certificati di buona condotta in possesso dei detenuti, del documento rilasciato dall’Ambasciata d’Italia, che attesta l’estraneitá ad organizzazioni mafiose, segnatamente la Sacra corona unita, delle precarie condizioni di salute di alcuni di loro, e soprattutto delle difficoltá che adesso dovranno affrontare difensori e familiari.É indecente che l’Ambasciata d’Italia in Brasile, l’Ambasciatore Michele Valensise, tutta la Farnesina e lo stesso Ministro On. Massimo D’Alema, stiano con le mani in mano e non solo, secondondo i famigliari dei detenuti l'Ambasciatore Valensise sapeva tutto da una settimana e non ha avvertito, impedendo ai legali di opporsi al trasferimento. É una vergogna il comportamento del "nostro"ambasciatore in Brasile! Gli italiani in Brasile sono inorriditi dalle storie di “caccia alle streghe di cui siamo vittime” ma l’Italia perbenista condanna, perché “certo chi gestisce un night club non é una persona onesta”. É ora di dire basta! E dire apertamente alla gente: NON venite ad investire in Brasile.Oggi ho ricevuto una e-mail di un lettore che puó servire da termometro della situazione:

Salve, volevo ringraziare il dott. Caporaso, ho letto alcune delle sue denunce, e dei suoi articoli. Io stavo per investire in Brasile parte dei risparmi che ho messo da parte col sogno di trasferirmi in un paradiso tropicale. Non solo grazie agli articoli del vostro direttore, ma anche da quanto sto leggendo su internet, pare che vi sia una campagna diffamatoria ed umiliante nei confronti degli italiani. Considerati indiscriminatamente dei pedofili. Io in un paese che mi considera un pedofilo per il solo fatto di essere quello che sono, e cioe' uomo italiano di eta' compresa tra i 30 ed i 55 anni, non ci vado. Questo per me e' motivo sufficente per scartare il paese, finche' sono in tempo.Per ora sto pensando alla Repubblica Dominicana, ma sto valutando altre opzioni, forse l’Argentina. .Da quanto amavo il Brasile, ora mi disgusta solo l'idea di andarci in vacanza.
Probabilmente passera', come passera' la campagna anti italiana. Ma per ora non riesco a perdonarli.
Cordiali saluti.
AP 

Investire nel Mondo ha chiesto ai familiari dei detenuti di ricostruire l’intera vicenda. C’é da inorridire!. E non sono questi gli unici casi, basta vedere nel nostro archivio altri casi recenti. Il Brasile che fino a pochi anni fa vendeva il turismo sessuale con manifesti turistici con mulatte succinte, ha tutto il diritto di rifarsi un’immagine, ma non certo ai danni degli stranieri che lavorano e investono nel paese. Se vogliono proibire la prostituzione (scusate, mi viene da ridere) lo facciano pure, ma non é giusto che se in un bar brasiliano ci sono delle puttane si tratta di un bar, se é di un’italiano si tratta di una banda armata che traffica con le donne, riciclando soldi e chi piú ne ha piú ne metta.Come stanno le cose e per come il governo italiano agisce non mi resta che dire, a malincuore, NON venite ad investire in Brasile.Ma questo non solo per questi evidenti casi di violazione dei diritti umani, anche per le violazioni quotidiane dei trattati internazionali e degli abusi che le autoritá fanno contro gli stranieri durante il periodo di richiesta della residenza. Un periodo che puó durare anche 3-4 anni, in cui si vive come in un limbo, senza diritto di poter avere un normale conto corrente, senza poter richiedere la patente (in teoria dopo 6 mesi non si puó piú usare quella italiana o internazionale, senza poter amministrare la propria societá, ecc. Ma specialmente voglio dire a chi vuole investire o vivere in Brasile: ricordatevi che siete soli, l’Ambasciata e l’Ambasciatore Michele Valensise sono qui solo per i grandi affari, ricevimenti, gemellaggi ed ogni sorta di attivitá che porta soldi in tasca o pubblicitá al governo. 

brasileLa farsa della Sacra Corona ricostruita dai familiari

Il 02 novembre 2005 con l’azione della Polizia Federale brasiliana a Natal/RN vengono arrestate 15 persone. Sei sono italiani e gli altri nove brasiliani. I mandati di arresto in realtà sono 14, ma il quindicesimo viene tratto in arresto perché Uruguaiano.(rilasciato subito).La campagna dei media contro questi sei italiani è spaventosa i titoli di giornali riportano che è stata sgominata la mafia italiana Sacra Corona Unita, solo perché 3 imputati sono di Mola di Bari. Infatti l’operazione di polizia viene chiamata “Operaçao Corona”. I capi di imputazione sono:  traffico internazionale ed interno di donne; favoreggiamento alla prostituzione; mantenimento di una casa di prostituzione; banda armata; lavaggio di capitali; falsità ideologica e crimini contro il sistema finanziario nazionale, l’unico delitto dal quale sono stati assolti.Vito Francesco Ferrante e Simone de Rossi già lavoravano a Natal e Vito era proprietario del bar Caipifrutta gli altri quattro avevano investito, in gennaio 2005, nell’ “Ilha da Fantasia”, un night club esistente e funzionante con regolari licenze da cinque anni. L’acquisto dell’avviamento del locale è stato pagato con regolari Bonifici Bancari.L’ottimo risultato ottenuto con la gestione ha prodotto lucri i quali sono stati reinvestiti per comprare la Posada Europa sita al lato del night club e usata come abitazione da parte degli italiani e per la gestione del Forrò Cafè sito sul lungo mare di Ponta Negra/Natal anche questo con regolare licenza emessa dal “Poder Publico” di Natal. La Polizia Federale di Natal afferma che questa operazione ha avuto inizio per la denuncia procurata da una ragazza arrivata dal Goiana - Brasile il 13/01/2005 per  lavorare nell’Ilha da Fantasia. Questa ragazza afferma di essere stata reclutata nel suo paese da Vania e Eliane una coppia di lesbiche per prostituirsi in Spagna, nella discoteca Sevilla Giralda a detta del giudice di proprietà di Giuseppe Ammirabile, ma dalle informazioni della polizia spagnola di proprietà di Giuseppe di BariLa denuncia viene fatta da sua madre Floripedes Lucimar Borges Garcia la quale la mattina del 17/01/2005 chiama la Polizia Federale del Goiana dicendo che sua figlia Lucelia Borges Garcia era in un carcere privato, Ilha da Fantasia di Natal ,Ponta Negra. Il pomeriggio alle 16:30 Lucelia Borges Garcia si presenta alla Polizia Federale di Natal dicendo di essere fuggita dall’Ilha da Fantasia, di essere stata portata a Natal con altre otto ragazze tra le quali le sue adescatrici Vania ed Eliane, che queste ultime le avevano fatto promettere di non andare dalla polizia, che dalle stesse aveva ricevuto minacce. Il giorno 21/01/2005 in Goiana, Lucelia torna dalla polizia Federale della sua città denunciando Vania ed Eliane che chiedevano da lei il risarcimento del biglietto aereo in quanto aveva desistito dal lavorare! E se questa ragazza doveva andare in Spagna dopo solo una settimana di arrivo a Natal con altre otto ragazze come è possibile che non c’è traccia ne di biglietti aerei ne di prenotazioni?Lo stesso giorno alle 11:00 del mattino del 17/01/2005 la mamma di Lucelia denuncia il mantenimento della figlia in carcere privato (Ilha da Fantasia) alla polizia del Goiana e il pomeriggio la ragazza si presenta alla polizia federale di Natal dicendo di essere fuggita e accusando le due ragazze. E dopo questa denuncia come è possibile che le indagini partono il 30 marzo 2005, circa due mesi e mezzo dopo i fatti? Sia Lucelia che sua madre non hanno mai deposto di fronte al giudice tanto meno Vania ed Eliane eppure nella deposizione la ragazza fornisce l’indirizzo delle due adescatrici con relativo numero di cellulare e di abitazione! In pratica tutto il processo si sviluppa sulla denuncia di questa ragazza che stranamente dopo la denuncia non è stata più reperita. L’unica ragazza uscita dal Brasile è Monica Heliodoro (chiamata Cacau) in compagnia di Giuseppe Ammirabile che all’epoca era il suo ragazzo e nella sua deposizione dice chiaramente di essere la compagna di Giuseppe Ammirabile, di essere uscita dal paese per andare in vacanza con il sudetto, e di essere ritornata in Brasile senza mai essersi prostituita in Europa. Nella sentenza finale il giudice afferma che nonostante la deposizione di Monica Heliodoro il suo pensiero personale è che la stessa sia uscita dal paese per prostituirsi. Il magistrato è convinto, secondo la sentenza, che anche un’altra ragazza sia uscita dal paese Eliany Fernandes do Prado (Leticia Carrarmato) la quale non  è mai uscita dal Brasile Durante l’arresto in data 02 novembre 2005 la polizia federale trova nella stanza di Paolo Balzano due pistole (dalle quali la perizia balistica affermerà che non sono mai state usate e una delle due è ossidata). In Brasile il possesso di armi, perché trovate in casa, è un reato risolvibile con un pagamento di multa. In questo caso peró per aggravare la sirtuazione il reato é stato notificato come porto d’armi e il fatto che erano piú persone ha portato all’incriminazione come ‘banda armata’. Per questo motivo le pene applicate sono state aumentate a dismisura.Per aumentare ulteriormente la “pericolositá’ del gruppo di italiani viene usata  l‘espressione “pericoloso” al posto di temperamentale, nel caso specifico di Salvatore Borrelli in fatti nella deposizione di Benedito Sergio Gabriel, vecchio socio dell’Ilha da Fantasia questi si esprime nei confronti di Salvatore con l’espressione di “temperamento esplosivo”. Ancora Josè Maria Martins Mattos, P.R. dell’ Ilha da fantasia denuncia il 11/03/2005 Salvatore Borrelli per aver ricevuto da questi uno spintone perché accusato di lavorare contro il suo datore di lavoro. E ancora la deposizione del testimone italiano Onofrio de Benedictis che spiegando il carattere giocoso di Salvatore lo definisce un Pulcinella, il giudice interpreta “Pulcinella” come una persona aggressiva!Purtroppo da parte dell’ufficio antidroga dell’Ambasciata Italiana in Brasile, arrivano informative pregiudicanti nei confronti degli italiani con preciso accanimento soprattutto nei confronti di Giuseppe Ammirabile definito delinquente con diversi precedenti penali, nonostante sia incensurato. Abbiamo fornito il Certificato Penale del Signor Ammirabile ed è “Nulla Consta”. Questo certificato prodotto in Italia nel tribunale di Bari è stato autenticato anche dal Consolato Brasiliano a Roma. Eppure alla presentazione di tale certificato il Giudice Walter Nunez da Silva Junior ha affermato che questi documenti forniti erano ben altri. Si è infatti avvalso della collaborazione del Dipartimento Internazionale di cooperazione giuridica  facendo richiesta dei precedenti di polizia il 19 Aprile 2006 e le informazioni sui detenuti: Giuseppe Ammirabile e gli altri sono ben poca cosa rispetto a quanto fornito dalle autorità italiane Ovvero due mesi di reclusione trasformati in multa e pagati per un procedimento di ben quindici anni prima del 02 novembre 2005 e di conseguenza il suo Certificato del Casellario è “Nulla Consta”!  Per Vito Francesco Ferrante e Simone de Rossi il Certificato del Casellario è “Nulla Consta”.Per Paolo Balzano e Salvatore Borrelli il Certificato del Casellario da precedenti penali ma di misura lieve e non associabili ai reati di cui sono accusati in Brasile.Solo Paolo Quaranta, che in Italia è incensurato in Canada nel 1972 quando aveva 18 anni ha fatto una cavolata che è costata la vita a una persona e per lui la prigione perpetua. Ha pagato il suo debito con la giustizia canadese infatti nell’aprile 2004 fu estradato in Italia. Ma di certo è stato un errore di gioventù pagato con tanti anni di galera. Invece si usano questi problemi per accusare e condannare! Pur essendo innocenti nel caso specifico.Questa premessa per indicare le persone che stanno vivendo un incubo costruito dalle autorità giudiziarie brasiliane.Il giudice Walter Nunes da Silva Junior, il quale già dopo un mese dall’arresto si era espresso su questo processo dicendo che avrebbe dato il massimo della pena agli italiani, grazie alla “Operaçao Corona” è diventato capo dell’Ajufe (capo dell’Associazione dei Giudici Brasiliani) in carica dal giugno 2006 a giugno 2008, mentre la Governatrice di Natal Wilma Maria de Farias la quale faceva propaganda elettorale con la “lotta al turismo sessuale” già dal 2002 grazie a questa operazione della Polizia Federale è stata rieletta.Praticamente il giudice in questo caso ha avuto mansioni totalitarie visto che avrebbe dovuto giudicare l’accusa del Pubblico Ministero Federale e non accusare Lui, giudicare Lui, etc. infatti sulle presentazioni delle richieste di libertà per i sei italiani ha sempre rigettato le istanze, affermando che l’eccesso di tempo (art. del codice penale brasiliano il quale detta la permanenza in carcere per gli stranieri per un tempo massimo di 81 giorni) era dovuto alla perdita di tempo nell’ascolto dei testimoni italiani arruolati dalla difesa, in realtà la motivazione era legata all’impossibilità di trovare la testimone chiave del processo (doc.     ).Dopo di che, dispensando dall’ascolto la testimone ha provveduto alla chiusura del processo già ad Aprile 2006 e nominando un banditore d’asta per la vendita di tutti i beni sequestrati nell’operazione pur non essendo stata emessa sentenza (in questo caso gli avvocati brasiliani sono riusciti a bloccare l’iniziativa del giudice con una istanza presentata in secondo grado e chiedendo la ricusazione del giudice ovviamente rigettata) e ancora intimando gli avvocati a presentare la difesa.Il primo giugno gli avvocati della difesa presentano una istanza di libertà al Tribunale Regionale di Recife (2° grado) e dopo quattro mesi finalmente accordano gli arresti domiciliari a Giuseppe Ammirabile, Salvatore Borrelli e Paolo Quaranta.  Aldenilda Gomes de Araujo Borrelli, moglie di salvatore dopo dieci giorni dall’arresto (02/11/2005) aveva avuto i domiciliari per il suo stato di gravidanza (come per Camila Ramos Martins compagna di Vito Francesco Ferrante) e rientrava anche lei nella richiesta di libertà presentata per i tre italiani.La stranezza oltre l’atrocità avviene in quanto, di risposta alla decisione del Tribunale Regionale di Recife, quindi un tribunale superiore, la Polizia Federale risponde di non avere personale per la vigilanza dei domiciliari dei tre italiani, il Pubblico Ministero Federale rilascia una dichiarazione ai giornali dicendo di ripudiare tale decisione, e stranamente dopo 15 giorni la sentenza dei domiciliari viene annullata per un “izio di forma” ma solo nel limite dei tre italiani lasciando in libertà la suddetta moglie brasiliana di Salvatore Borrelli.Per una ulteriore istanza presentata sempre al Tribuna di secondo grado la richiesta di libertà viene rigettata, i giudici si esprimono dicendo che fino a quel momento non potevano rilasciarli perché il procedimento non era chiuso ma ormai scaduti i termini di custodia e essendo chiuso il processo non si assumevano la responsabilità del loro rilascio perché potevano essere accusati di aver agevolato la fuga degli stranieri ( persone che hanno investito tutti i loro averi in brasile e formato famiglie non sarebbero mai fuggiti e in più i loro passaporti sono nelle mani del giudice federale di Natal) ma potevano intimare il giudice ad emettere sentenza nel termine massimo di trenta giorni a partire dalla data della decisione 9/11/2006.Effettivamente la sentenza è stata emessa 11/12/2006 con queste condanne:

GIUSEPPE AMMIRABILE   56 anni 9 mesi e 21 gg  - multa 250.650 reais – estradiz. a pena compiuta.
SALVATORE BORRELLI 56 anni 9 mesi e 21 gg  - multa 250.650 reais – estradiz. a pena compiuta.
PAOLO QUARANTA  22 anni 2 mesi e 10gg – multa 12.460 reais – estradizione a pena compiuta
VITO FRANCESCO FERRANTE  17 anni e 4 mesi – multa 46.000 reais– estradizione a pena compiuta.
SIMONE DE ROSSI  12 anni e 2 mesi – multa 3.560 reais – estradizione a pena compiuta
PAOLO BALZANO 7 anni di reclus. e 1 anno e mezzo di detenz. 2.700 reais – estradizione a pena compiuta.Brasiliani che rispondono in libertà al processo
ALDENILDA GOMES DE ARAUJO BORRELLI  19 anni e 2 mesi – 13.080 reais di multa
CAMILA RAMOS MARTINS (compagna di Vito Ferrante)  12 anni e 2 mesi – 8.400 reais di multa
ODORICO MARTINS (padre di Camila Ramos)  4 anni e 10 mesi – 1.200 reais di multa
CLEYSON RAMOS DE BARROS 11 anni – 4.733 reais di multa
DANIEL AMARO VIEIRA 9 anni e 5 mesi – 2.600 reais multa
JOAO ENRIQUE BEZERRA DANTAS 5 anni e 6 mesi –  900 reais di multa
EDMILSON UMBELINO DE SOUZA 6 anni e 3 mesi – 3.866 reais di multa
PAULO ROBERTO CORREIA DE MELO 6 anni e 3 mesi – 4.213 reais di multa

detenutibrasile 

 

Come si può notare oltre alla smisurata differenza di importi delle multe e alla incredibile differenza di anni di pena da espiare pur essendo incriminati per gli stessi reati è raccapricciante evidenziare che i sei italiani sono ancora in carcere mentre la restante appartenenza all’associazione mafiosa Sacra Corona Unita nonostante abbiano avuto pene superiori rispetto ad alcuni italiani, sia tutta libera e hanno ripreso le loro vite tranquillamente alcuni lavorando nella stessa tipologia di cui facevano parte ovvero in night club!Ll’avvocato italiano Mario Russo Frattasi difensore di Giuseppe Ammirabile nel Febbraio 2007 ha presentato denuncia alla Corte Interamericana per l’articolo 5 e 8 della costituzione ovvero le condizioni disumane in cui stanno affrontando questa vicenda e la necessità di equo processo viste le anomalie processuali e l’accanimento contro i sei italiani. Queste persone si sono ammalate di tubercolosi, hanno perso venti chili cada uno fino vivendo in condizioni igieniche spaventose in una cella che poteva ospitare un solo detenuto. “Premettendo che dopo un mese dall’arresto Giuseppe Ammirabile e Paolo Quaranta furono trasferiti nel carcere di massima sicurezza – Alcaçuz /Natal perché ritenuti pericolosi e vivendo in isolamento perché non idonei per quel carcere in quanto non ancora sentenziati e per di più stranieri riescono ad avere in trasferimento e quindi il ritorno nel Presidio Provvisorio “Prof Raimundo Nonato” a fine agosto 2006 dopo nove mesi di maltrattamenti psicologici e fisici  per il loro reale pericolo di vita. Quindi con misura di urgenza vengono ricondotti da i loro compagni di disavventura .Il giorno 04 aprile 2007, in piena fase di preparazione di appello seguiti dagli avvocati difensori brasiliani i sei italiani vengono smistati sul territorio Brasiliano sempre nella zona di competenza Rio Grande Do Norte: Salvatore Borrelli e Paolo Balzano a Caicò/RN nel Penitenciaria Des. Francisco Pereira da Nobrega distante circa 300 km da Natal; Giuseppe Ammirabile e Simone de Rossi nel Complexo Penal Estadual Agricola Dr. Mario Negocio di Mossorò/RN che dista 300 km da Natal e 300 km da Caicò;  infine Paolo Quaranta e Vito Francesco Ferrante nel Carcere di Massima Sicurezza Alcaçuz – Natal/RN.Il trasferimento viene effettuato in contemporanea all’illegale emissione dell’esecuzione penale provvisoria, e mi ripeto, con la vitale necessità di comunicare con gli avvocati difensori.Paolo Balzano: viene trasferito nonostante richiesta presentata dall’avvocato difensore al nuovo giudice di Natal, Mario Azevedo Jumbo per attuare una legge del codice penale brasiliano che dice  “Che sia brasiliano o straniero, per il primo reato commesso sul territorio brasiliano  può scontare solo 1/6 (un sesto) della pena”. Il signor Balzano pur avendo fissa dimora e compagna brasiliano ha il rigetto dell’istanza perché ritenuto pericoloso. Tutto ciò è incostituzionale e l’avvocato difensore ha già presentato istanza in secondo grado.Vito Francesco Ferrante: dal giorno del trasferimento 04/04/2007 non riceve visite dalla compagna e da suo figlio in quanto il Direttore del carcere di massima sicurezza non permette questo, la motivazione addotta è che la sua compagna fa parte dello stesso processo, potrebbe cercare di far evadere il suo compagno. Vito Ferrante presenta denuncia per minacce di morte ricevute dagli altri detenuti, era stato inserito in un padiglione dove ci sono condannati a pene centenarie e chiede il trasferimento in un altro carcere, ma gli viene negato Il giudice ha autorizzato una visita mensile della compagna e di suo figlio. La donna fa visita al suo compagno solo con l’avvocato perché ha timore di ripercussioni da parte dello staff carcerario.Paolo Quaranta: i primi giorni di aprile 2007 ha problemi di salute legati all’infiammazione di ernie, viene condotto in ospedale il 12 giugno, dopo aver subito l’inferno per mancanza di alimentazione (anche per lui non erano permesse le visite) e per mancanza di medicinali curativi! Il giorno dell’intervento 12 giugno 2007 ancora sotto anestesia viene ricondotto in carcere. Intanto la mattina dello stesso giorno l’avvocato difensore si era recato in ospedale per capire le condizioni del suo  cliente, ma la polizia militare non ha permesso la sua visita adducendo che la firma posta sul suo mandato di avvocato era falsa. Nonostante la presentazione urgente al giudice di quanto accaduto quest’ultimo rigetta l’istanza e non permette neanche che l’avvocato incontri il suo cliente in carcere! I medicinali di occorrenza per il post operatorio sono stati forniti dall’avvocato alla direzione del carcere una scatola con dieci compresse. E l’avvocato sta chiedendo aiuto al giudice.Salvatore Borrelli: il 04/06/2007 irrompe con lo sciopero della fame informando l’ambasciata italiana e il consolato italiano ringraziandoli per quanto fatto per lui e informando il giudice federale Mario Azevedo Jumbo della 2°Vara di Natal di questa sua decisione. Il giudice per confondere ulteriormente le istanze processuali risponde a questo evento dicendo:” se il detenuto aveva necessità di intervento chirurgico bastava presentare richiesta come fatto dal suo connazionale Paolo Quaranta”. Questa risposta è stata data perché viene pubblicata sul Diario Ufficiale mentre le richieste no!! Quindi per proteggersi dall’opinione pubblica. Intanto Salvatore Borrelli è stato condotto in ospedale per una flebo ricostituente già da tempo, e purtroppo dovrà ritornarci per seri problemi allo stomaco dovuti alla mancanza di alimentazione.Simone de Rossi: anche questa persona detenuta a Mossorò/RN ha iniziato lo sciopero della fame l’11/06/2007 informando la istituzioni italiane in Brasile e in Italia è stato condotto due volte in ospedale per flebo ricostituenti e i valori sono spaventosi il tutto per la mancanza di alimentazione. Giuseppe Ammirabile: informa del suo inizio dello sciopero della fame in contemporanea a Simone de Rossi, mandando una lettera alle istituzioni italiane in Brasile, Ambasciata – Consolato istanza al giudice di Natal, evidenziando che la sua manifestazione è contro le istituzioni giudiziare brasiliane e non toccante l’istituzione carceraria. Intanto il direttore del carcere mette entrambi i detenuti  in isolamento, anche lui è detenuto nel carcere di Mossorò/RN. Ma per loro il giudice al momento non si è espresso. Intanto già da due mesi avevano richiesto il trasferimento di carcere per ritornare a Natal, il giudice di suo conto risponde:” non è possibile inserirli in un carcere che non sia quello di massima sicurezza di Alcaçuz – Natal”Ma se lo stesso Giuseppe Ammirabile con Paolo Quaranta furono trasferiti da questo carcere in agosto 2006 per reale pericolo di vita come confermato dal giudice precedente come può essere possibile che si riproponga questo trasferimento?Si vuole fare in modo che queste persone muoiano??Sia il fratello di Salvatore Borrelli che la mamma di Giuseppe Ammirabile la signora Saletta Aversa hanno manifestato le loro preoccupazioni ma non siamo giunti a nessun risultato. Come già tempo addietro denunciato dalla sorella di Vito Francesco Ferrante la paura che quest’ultimo possa farla finita.Già agli inizi di maggio l’avvocato difensore ha chiesto un ulteriore intervento da parte del Consolato italiano in Recife dott. Massimiliano Lagi e all’Ambasciata Italiana in Brasilia affinché si adoperassero per aiutare questi malcapitati, entrambi si sono espressi in merito ma i risultati non sono arrivati. A questo punto ci sentiamo presi in giro tutti dato che il Console ha richiesto formalmente il ritorno a Natal e il ricongiungimento di questi sei italiani in un carcere dove è possibile incontrarli e parlare con loro di certo non separati da un vetro con tre fori. Il console ha chiesto espressamente di ricongiungerli per poter far visita a queste persone che devono affrontare un appello molto importante e consapevolmente del tipo degli avvocati brasiliani i quali devono essere seguiti dai loro clienti.Le condizioni di questi italiani, i quali si sentono abbandonati ad un destino che non è il loro, sono al limite dell’inverosimile tenendo conto che sono realmente innocenti!Tutte le testimonianze arruolate dall’accusa sono a favore di questi ragazzi. C’è la deposizione di un testimone arruolato dall’accusa Hailton Ricardo de Souto (annesso al documento inviato al consolato dall’avvocato brasiliano a pag. 2) il quale dice chiaramente che la sua deposizione è stata falsata dalla Polizia Federale!Queste VERITA’ le stiamo evidenziando da venti mesi, è anche stata fatta una interpellanza parlamentare nella quale si chiede espressamente l’intervento del Governo in merito a questa situazione ma dal giorno in cui è stata presentata l’interpellanza ovvero il 13/03/2007 seduta 125 allegato B, non abbiamo ancora oggi avuto nessun tipo di risposta.Il 23 maggio 2007 il Senatore Danieli vice ministro degli Italiani nel Mondo ha fatto visita all’ambasciata Italiana in Brasile portando con se il fascicolo inerente ai sei italiani arrestati il 02/11/2005 e “voci informali” hanno annunciato un intervento della Farnesina sul Ministero della Giustizia brasiliano. Dopo l’inizio dello sciopero della fame ho cercato di parlare con il Vice Ministro Danieli o da un suo incaricato ma non mi ascolta nessuno.Il reale terrore che ci avvolge è la vera possibilità che queste persone non le vedremo mai più.I loro genitori sono anziani e patiscono quotidianamente l’incubo della morte dei loro figli!!Tutte le istituzioni competenti sono al corrente della situazione dal primo istante, alla Farnesina chi ha seguito e sta seguendo il caso è il signor Nocera e il Dott. Poletti i quali purtroppo oltre che prendere atto degli avvenimenti dicono che non possono fare altro.Il Console Massimiliano Lagi da Recife sta cercando quotidianamente di aiutarci ma i risultati ve li ho già esposti. Abbiamo paura e questi sei italiani sono terrorizzati. Salvatore Borrelli è stato ricondotto in ospedale per accertamenti e ha un sospetto tumore a un reneMa il medico brasiliano gli ha detto che si tratta solo di una cisti, nel frattempo l’avvocato difensore sta facendo ulteriori richieste per andare a fondo sulla condizione di saluteGiuseppe Ammirabile per lo sciopero della fame ha avuto dei mancamenti e mentre gli altri due ovvero Salvatore Borrelli e Simone de Rossi sono stati prontamente condotti in ospedale per la flebo Giuseppe Ammirabile è stato lasciato in cella perché troppo pericoloso per essere condotto in ospedale ! Siamo ai confini della realtà!Grazie per averci ascoltato e nella speranza che possiate aiutarci con i fatti, le azioni e i risultati. 

I familiari dei detenuti in Brasile

GIUSEPPE AMMIRABILE nato a Mola di Bari il 22/04/1964

SALVATORE BORRELLI  nato a Napoli il 16/05/1959

PAOLO QUARANTA  nato a Mola di Bari il 02/01/1951

VITO F.SCO FERRANTE nato a Mola di Bari il 29/11/1963

SIMONE DE ROSSI nato a Venezia il 01/04/1976

Ultimo aggiornamento ( domenica 11 novembre 2007 )
 
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