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Associazione italiani del Ceará: si associano gli italiani a Fortaleza (Brasile) PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Giappichini   
martedě 19 giugno 2007

canoaaereaIl clima d' incertezza e l'abbandono in cui vivono i residenti italiani in Brasile é uno dei motivi che hanno motivato la  nascita dell' Associazione italiani del Ceará. Il prossimo 30 giugno si terrá l’Assemblea generale per la nomina del Direttivo. Frattanto é uscita la seconda edizione del Bollettino informativo - diretto da Rosario Mantione - quella del giugno 2007, ove si indicano con chiarezza quelli che sono gli «interessi speciali» di questa realtá associativa. Si parla di riunire gli italiani che vivono e lavorano in Ceará, informare tutti i connazionali delle attivitá dell’associazione, ed assisterli negli adempimenti giuridici per la loro legalizzazione. «Aiutarli», infine, recita il foglio, «nel loro inserimento sociale e lavorativo».


Preferiamo peró presentare questa coraggiosa operazione attraverso una parte dell’accalorata «Lettera aperta» del vicepresidente Giuseppe Carrara, che spiega i motivi per i quali si dovrebbe aderire. E, come al solito, vi auguriamo buona lettura.
«Perché mi dovrei iscrivere all’associazione? Perché quando saremo in molti, avremo piú voce in capitolo… semplice, non vi pare? Voglio in sostanza dire che, se qualcuno mi facesse una aggressione giuridica o venissi discriminato non saró solo ma avró un’associazione con centinaia di soci che mio aiuteranno ad affrontare queste situazioni, e questo vale per ognuno di noi chiaramente.
Se avró bisogno un giorno di trovare un lavoro, una casa o semplicemente un’assistenza, potró rivolgermi all’Associazione. Inoltre ci saranno molti vantaggi ottenibili come sconti o preferenze presso ristoranti, farmacie, piani di salute, cartorio (notaio), etc. etc. e poi li vogliamo riunire questi benedetti italiani sí o no?
In Italia vivevamo divisi da latitudini e longitudini, ma qui in Brasile, é improponibile! Senza contare che siamo giá grandi e vaccinati. Mi auguro di cuore che gl’Italiani che vivono nel Ceará, mettano da parte l’orgoglio tipico del maschio latino, le divisioni campanilistiche regionali, e apprezzino lo sforzo che stiamo facendo per riuscire ad unirci in questa associazione.
Non importa se uno é toscano piuttosto che ligure o campano… E che dire del sardo, del veneto, del ligure o del romagnolo? Quello che veramente importa é che noi tutti siamo Italiani».

Ultimo aggiornamento ( lunedě 25 giugno 2007 )
 
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